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Rifiuti, aumento tariffa anche per costi carburante, e con i cassonetti ora cala la quota avviata al riciclo

Rifiuti, aumento tariffa anche per costi carburante, e con i cassonetti ora cala la quota avviata al riciclo

L'assessore all'ambiente e al bilancio Molinari illustra il Piano che certifica l'aumento dell'8,8% e ne spiega, in parte, le ragioni. La cifra per i servizi ambientali per i cittadini modenesi sale a 42,8 milioni


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L'aumento dell'8,8% che ha portato il costo dei servizi ambientali gestiti da Hera a carico dei cittadini modenesi a 42,8 milioni di euro, è dovuto principalmente ai servizi accessori. Non solo quelli dovuti al ricorso per esempio agli spazzini di quartiere o ad altri interventi per ridurre degrado a seguito delle fasi dell'introduzione e del passaggio da sistemi diversi di raccolta, ma anche a inflazione, contratti degli operatori per il servizio nonché all'aumento del costo del carburante per i mezzi che si occupano della raccolta. In sostanza, come già anticipato, l'introduzione del modello porta a porta introdotto dalla giunta Muzzarelli, la gestione del disagio e del degrado conseguenti al nuovo sistema con i sacchi a terra e il successivo ritorno ai cassonetti imposto dalla giunta Mezzetti, che ha di fatto cancellato il porta a porta si è riversato in un costo aggiuntivo per circa 8 milioni di euro a carico dei cittadini.

Sono alcuni degli elementi che insieme ai dati che confermano un peggioramento della qualità della raccolta differenziata nel Comune di Modena dopo il nuovo cambio di sistema che ha visto la revoca del porta a porta inizialmente adottato, con il ritorno ai cassonetti attuale, sono stati resi
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noti oggi dall'assessore al bilancio e all'ambiente Vittorio Molinari nel corso della seduta del Consiglio Comunale dedicata, tra i punti, alla presa d'atto del Piano economico finanziario Atersir (Agenzia territoriale Emilia Romagna Servizio Idrico e Rifiuti),, approvato nei giorni scorsi, nonostante le defezioni e i voti contrari di diversi sindaci, nella riunione dell'Agenzia, riguardante l'ambito provinciale modenese.

 

La delibera è passata con il voto a favore di Pd, Avs e Pri-Azione-Sl, quello contrario di Modena per Modena e l’astensione di Modena civica. Assente il Movimento 5 Stelle, mentre il centro-destra è uscito dall'aula.

 

Ma la discussione del documento in Consiglio ha fornito oggi l'occasione per entrare più nel merito delle ragioni di un così consistente aumento. L’assessore all’Ambiente e al Bilancio Vittorio Molinari ha confermato che l’aumento dell’8,8% del piano economico-finanziario 2026 è il risultato di una combinazione di fattori strutturali che incidono direttamente sul costo del servizio. Il valore complessivo per Modena, pari a 42.810.000 euro, deriva dalla somma dei servizi riconducibili al gestore e dei servizi aggiuntivi richiesti negli ultimi anni. Molinari ha spiegato che l’incremento è determinato dagli aumenti contrattuali degli operatori delle cooperative sociali, dal maggior costo dei servizi integrativi richiesti dal Comune al gestore Hera e dalla ripresa dell’inflazione, che si riflette su tutte le voci del servizio.
Ha aggiunto che “gli aumenti che stiamo riscontrando sono dovuti anche all’inflazione dell’energia e dei carburanti, che a sua volta incide sul servizio di gestione dei rifiuti”.

Con il ritorno ai cassonetti, cala la qualità dei rifiuti differenziati
Un passaggio particolarmente rilevante riguarda la qualità della raccolta differenziata nel primo semestre 2026. L’assessore ha riportato i dati del monitoraggio certificato da Hera, secondo cui la frazione estranea nella carta è aumentata di due punti e quella nella plastica di un punto. Si tratta di un peggioramento lieve ma significativo, che Molinari collega alla fase di transizione dal sistema dei sacchi al conferimento nei cassonetti. 'Nelle fasi di transizione è normale che si verifichino disorientamenti', ha osservato, ricordando che nelle prime settimane successive al passaggio si è registrato un aumento visibile dei sacchi abbandonati, soprattutto quelli gialli e blu, in tutte le aree della città. L’amministrazione ha scelto di non applicare sanzioni immediate, preferendo un lavoro di accompagnamento e contatto diretto con gli utenti, per evitare di aggravare una fase già delicata.

Molinari ha definito il quadro complessivo come un risultato 'positivo ma da governare': la percentuale di raccolta differenziata è
cresciuta fino al 73% nel primo semestre 2026, ma la qualità ha mostrato un leggero peggioramento che richiede attenzione, soprattutto in vista della seconda metà dell’anno, quando si concentra la maggior parte dei conferimenti. L’assessore ha ribadito che l’amministrazione sta monitorando attentamente la fase di transizione e che l’obiettivo è migliorare la qualità della differenziata e ridurre le frazioni estranee, così da contenere i costi di trattamento e prevenire ulteriori pressioni tariffarie negli anni successivi.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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