'Giovedì 25 giugno, il sindaco Francesco Zuffi incalzato da noi e dalle proteste di diversi cittadini, ha organizzato una assemblea pubblica per spiegare il nuovo progetto in arrivo a San Cesario: la realizzazione di un centro culturale islamico presso un capannone di circa mille metri quadri sito in Via Grillenzoni n.2 in località Altolà'. Così i consiglieri comunali Lodovica Boni e Mirco Zanoli.
'Gli stessi consiglieri facendosi portavoce dei cittadini avevano richiesto immediatamente un accesso atti al fine di capire meglio la situazione. Le proteste dei cittadini e le richieste di chiarimenti hanno portato ad aprire il vaso di Pandora che conteneva almeno due anni di trattative e accordi di cui non si conoscevano i dettagli. Il sindaco è stato costretto a rendere pubblica la notizia quasi liberandosi di un peso. Il capannone fa parte di un complesso di tre strutture vuote da tempo: l'associazione ad oggi ha comperato quello centrale, se volessimo lavorare di fantasia potremmo immaginare che negli anni avvenire acquisteranno anche gli altri'.
'Restando sui fatti di oggi, il capannone sarà in grado di ospitare centinaia di persone, ma secondo quanto dichiarato dall'Amministrazione, non sarà luogo di culto. All'assemblea il sindaco ha lasciato garanzie e promette 'che tutto funzionerà'. Sembra tutto sotto controllo, una favola a lieto fine, che ci renderà tutti più multiculturali.
Una favola a cui non crediamo, perché in fondo sappiamo già che succederà quello che succede ovunque. È lecito immaginare, infatti, che arriveranno persone da tutta la provincia, ci sarà traffico e disordine, fino ad una lenta e inesorabile trasformazione in moschea. E a quel punto non basteranno i controlli promessi dal sindaco, le proteste dei cittadini che abitano vicino, perché sarà troppo tardi'.

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