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Moschea via delle Suore: il Comitato Sacca chiede il 'ritorno' di 335.000 euro

Moschea via delle Suore: il Comitato Sacca chiede il 'ritorno' di 335.000 euro

Fondi del Comune, originariamente destinati al rione sacca come compensazione ambientale per l'allargamento della CPC, avrebbero perso il presupposto dopo il mancato trasferimento del centro di culto


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Il Comitato Sacca torna sulla vicenda dei 335 mila euro originariamente destinati al rione Sant’Anna come compensazione ambientale per l’ampliamento industriale CPC/MCAM. La decisione dell’Amministrazione di utilizzare quelle risorse per la ristrutturazione dell’immobile comunale di via delle Suore, sede del Centro culturale islamico, concesso in uso gratuito per decennii dal Comune di Modena alla Comunità islamica che gestisce l'immobile, viene definita 'un tradimento dello spirito della mozione'
Secondo il Comitato, l’Amministrazione dovrebbe applicare un canone di locazione al Centro culturale islamico e destinare quelle entrate alla riqualificazione dell’edificio. 'Perché dobbiamo essere noi cittadini a pagare quella spesa, senza alcun beneficio diretto o indiretto, visto che l’immobile è occupato a zero reddito?' affermano i residenti.

 

La ricostruzione dei fatti secondo il Comitato
La Mozione del 3 aprile 2024 aveva individuato 335 mila euro come contributo alla valutazione/compensazione del beneficio pubblico, previsto dal PUG, per il rione Sant’Anna. Quando la mozione fu votata, la Comunità islamica avrebbe dovuto trasferirsi altrove: non era prevista alcuna ristrutturazione dell’immobile di via delle Suore, e le risorse erano destinate a opere di mitigazione per il quartiere residenziale.
Con il venir meno dell’ipotesi di trasferimento, la Moschea è rimasta nell’edificio comunale, con una concessione gratuita trentennale che il Comitato definisce «già un beneficio rilevante».
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Da qui la scelta dell’Amministrazione di dirottare i fondi sulla ristrutturazione straordinaria dell’immobile, sostenendo che rientri nel perimetro del rione.
Una motivazione che il Comitato respinge: «L’edificio necessita di lavori per la sua vetustà, non certo per l’impatto dei camion, dei fumi o dei rumori della CPC. Le compensazioni ambientali servono a mitigare i disagi dei residenti, non a fare manutenzione al patrimonio comunale».

 

I disagi aggiuntivi per i residenti
Il Comitato segnala che i residenti del rione Sant’Anna stanno già sopportando l’occupazione di gran parte dell’area circostante da parte di un’impresa impegnata nei lavori. A ciò si aggiunge, secondo il Comitato Sacca, «la deprecabile riqualificazione di via delle Suore finanziata con i soldi CPC», che avrebbe aggravato la percezione di una gestione incoerente delle compensazioni.

 

Sulla base di queste considerazioni, la posizione del Comitato è netta: i 335 mila euro devono tornare al rione Sant’Anna, come previsto dalla mozione originaria. 'Chiediamo il rispetto rigoroso dell’intento con cui la mozione è stata presentata e approvata. Il quartiere subisce l’impatto diretto dell’ampliamento industriale e ha diritto alle opere di mitigazione ambientale'.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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