Secondo il Comitato, l’Amministrazione dovrebbe applicare un canone di locazione al Centro culturale islamico e destinare quelle entrate alla riqualificazione dell’edificio. 'Perché dobbiamo essere noi cittadini a pagare quella spesa, senza alcun beneficio diretto o indiretto, visto che l’immobile è occupato a zero reddito?' affermano i residenti.
La ricostruzione dei fatti secondo il Comitato
La Mozione del 3 aprile 2024 aveva individuato 335 mila euro come contributo alla valutazione/compensazione del beneficio pubblico, previsto dal PUG, per il rione Sant’Anna. Quando la mozione fu votata, la Comunità islamica avrebbe dovuto trasferirsi altrove: non era prevista alcuna ristrutturazione dell’immobile di via delle Suore, e le risorse erano destinate a opere di mitigazione per il quartiere residenziale.
Con il venir meno dell’ipotesi di trasferimento, la Moschea è rimasta nell’edificio comunale, con una concessione gratuita trentennale che il Comitato definisce «già un beneficio rilevante». Da qui la scelta dell’Amministrazione di dirottare i fondi sulla ristrutturazione straordinaria dell’immobile, sostenendo che rientri nel perimetro del rione.
Una motivazione che il Comitato respinge: «L’edificio necessita di lavori per la sua vetustà, non certo per l’impatto dei camion, dei fumi o dei rumori della CPC. Le compensazioni ambientali servono a mitigare i disagi dei residenti, non a fare manutenzione al patrimonio comunale».
I disagi aggiuntivi per i residenti
Il Comitato segnala che i residenti del rione Sant’Anna stanno già sopportando l’occupazione di gran parte dell’area circostante da parte di un’impresa impegnata nei lavori. A ciò si aggiunge, secondo il Comitato Sacca, «la deprecabile riqualificazione di via delle Suore finanziata con i soldi CPC», che avrebbe aggravato la percezione di una gestione incoerente delle compensazioni.
Sulla base di queste considerazioni, la posizione del Comitato è netta: i 335 mila euro devono tornare al rione Sant’Anna, come previsto dalla mozione originaria. 'Chiediamo il rispetto rigoroso dell’intento con cui la mozione è stata presentata e approvata. Il quartiere subisce l’impatto diretto dell’ampliamento industriale e ha diritto alle opere di mitigazione ambientale'.



