'Quanto accaduto ieri sera è di una gravità inaudita. Bologna si è ritrovata sotto assedio, con auto incendiate, motocicli distrutti, negozi danneggiati, cartelloni divelti e violenze diffuse nel cuore della città. Alle forze dell’ordine, lasciate ad affrontare una situazione gravissima, va il ringraziamento per il senso di responsabilità e la professionalità dimostrati, che hanno evitato conseguenze ancora più pesanti'. A dirlo è il consigliere regionale Elena Ugolini.
'Di fronte alla morte di una persona, un sindaco avrebbe dovuto anzitutto prendersi cura della comunità, invitare tutti alla calma, rassicurare i cittadini sul fatto che la Procura avrebbe accertato ogni responsabilità e che le istituzioni avrebbero garantito verità attraverso gli strumenti dello Stato di diritto. Invece Matteo Lepore ha scelto una strada diversa, profondamente sbagliata. Convocando una piazza 'per chiedere verità e giustizia' a caldo e prima ancora che la magistratura avesse potuto fare il suo lavoro, ha trasmesso il messaggio che non ci si potesse fidare del lavoro dell’autorità giudiziaria e delle forze dell’ordine e di fatto ha spianato la strada all'odio della galassia antagonista' - aggiunge Ugolini.
'Un sindaco ha il dovere di unire, non di esasperare gli animi. Ha il compito di proteggere la comunità, non di assumere iniziative che possano favorire un clima di contrapposizione.
Quanto accaduto impone una seria riflessione sulle responsabilità politiche di chi guida la città. Bologna merita istituzioni capaci di custodire la convivenza civile, sostenere il lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine e garantire sicurezza ai cittadini. Dopo una giornata che ha ferito profondamente la città e provocato danni che ricadranno sui cittadini, il sindaco Lepore dovrebbe interrogarsi sulla propria capacità di continuare a svolgere questo ruolo e valutare le conseguenze politiche del proprio operato'.

