'Le passerelle in carcere dei leader della destra di governo e le dichiarazioni di queste ore sul caso di Mario Roggero rappresentano un attacco frontale e inaudito allo Stato di diritto e alla separazione dei poteri nel nostro Paese'. Lo dichiarano, commentando le recenti visite al carcere di Bollate di Matteo Salvini e dei rappresentanti di Fratelli d'Italia, la portavoce della Conferenza delle Democratiche di Modena Patrizia Belloi, il segretario della Federazione provinciale del Partito Democratico modenese Massimo Paradisi e la responsabile Giustizia della Federazione Rossella Caci.
'Siamo davanti a una vera e propria gara di bieco populismo. Da un lato assistiamo a pressioni inaccettabili nei confronti del Presidente della Repubblica per ottenere una grazia sulla spinta della pressione mediatica, quasi che fosse un nuovo grado di giudizio per sentenze ‘indesiderate’. Dall'altro, la Lega arriva a depositare una proposta di legge retroattiva per scavalcare la magistratura, nel tentativo di legittimare l'anarchia giuridica attraverso una norma che cancellerebbe persino la necessità della proporzionalità e la persistenza del pericolo. È paradossale che la destra attacchi l'applicazione di una legge che lo stesso Salvini aveva precedentemente modificato'.
La narrazione della maggioranza omette deliberatamente la gravità dei fatti accertati dalle sentenze in tre gradi di giudizio: 'Si tratta di una vicenda che è stata attentamente vagliata da tre diverse Corti, che hanno stabilito che il comportamento di Roggero è penalmente rilevante e, come tale, meritevole di condanna.
Trasformare questo caso in una bandiera ideologica significa voler legalizzare la vendetta privata, che è cosa molto diversa dal diritto alla difesa personale'.
'Riteniamo che la difesa dello Stato di diritto debba essere netta e senza compromessi, e che non possa in alcun modo passare il concetto che nel nostro Paese ci si possa fare giustizia da soli. Una visione molto pericolosa, che metterebbe a rischio l’incolumità di tutti i cittadini. La sicurezza si garantisce rafforzando la legalità, non sdoganando la giustizia fai-da-te. Chiedere la libertà o la grazia per chi è stato condannato dopo un regolare processo, significa, oltre a delegittimare il ruolo della magistratura, anche lanciare il messaggio devastante che le regole non valgono per tutti. Noi stiamo e staremo sempre dalla parte della legge e del rispetto delle istituzioni. E pretenderemo che i cittadini siano adeguatamente protetti da Forze dell’Ordine messe nelle condizioni di garantirne sicurezza e incolumità. Il cosiddetto Governo della sicurezza non può pensare di risolvere una questione così dolorosa invitando i cittadini ad armarsi, ma garantendo personale, risorse e mezzi ai tutori dell’Ordine pubblico.


