Tecnicamente si tratta di una scelta che dà attuazione ad impegni assunti nel 2023 con la proroga del contratto di servizio con Seta che prevedeva due adeguamenti tariffari: il primo, relativo ai servizi extraurbani, introdotto nel 2023; il secondo, relativo ai servizi urbani, che era programmato per il 2025 e rimandato quindi di un anno. Dal punto di vista formale quindi non serviva il voto in Consiglio, ma nulla avrebbe impedito di portare la discussione a un confronto democratico. Invece nulla.
La giunta procede con la stangata record, peraltro per nulla attenuata dal mantenimento del costo degli abbonamenti al livello attuale. Infatti nel 2016, a fronte dell'aumento del biglietto, diminuirono i prezzi degli abbonamenti al trasporto pubblico: il mensile passò da 33 a 30 euro, quello annuale da 260 a 240 euro per chi aveva meno di 26 anni e da 280 a 260 euro per gli over 27 anni. Oggi invece si aumenta il biglietto del 33% e si vende come un successo la sterilizzazione degli abbonamenti. Una sterilizzazione costata al Comune 200.000 euro, Comune che quindi avrebbe benissimo potuto stanziare altre risorse per calmierare gli aumenti del biglietto unico, dando un segnale importante in termini di qualità dell'aria, buone pratiche, incentivazione del trasporto pubblico locale in termini green.
Giuseppe Leonelli


