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Il rientro difficile dei 480 operatori sanitari sospesi in regione

Il rientro difficile dei 480 operatori sanitari sospesi in regione

Il Decreto in Gazzetta Ufficiale garantisce il reintegro dal 1° novembre ma in attesa di comunicazioni operative da parte di Regione e Ausl i dubbi si moltiplicano. Il sindacato Fisi: 'Consigliamo ai sospesi di rientrare, anche per evitare eventuale contestazione di assenza. Se l'azienda si oppone lo metta per iscritto'. Pesano le parole del Direttore Amministrativo dell'Azienda Ospedaliera sul reintegro 'malvolentieri' dei professionisti non vaccinati o senza terza dose


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Sono quasi 500 (anche se i numeri variano giorno per giorno sulla base dei reintegri o dei provvedimenti di sospenzione che sono proseguiti nei giorni scorsi anche per i lavoratori guariti dal Covid da più di 120 giorni), gli operatori sanitari sospesi dal lavoro e senza stipendio nelle strutture sanitarie dell'Emilia-Romagna e che dal 1° novembre sono legittimati dal Decreto governativo già pubblicato in Gazzetta Ufficiale, a rientrare nelle loro mansioni senza aspettare il 31 dicembre, termine imposto dal decreto del precedente governo. Un Decreto, l'ultimo varato dall'esecutivo Meloni, a cui però non ha fatto ancora seguito l'emanazione di indicazioni operative ufficiali per il rientro da parte della Regione Emilia-Romagna e, in cascata, da parte delle Ausl. Direttive attese nella giornata di oggi ma che non presenti nel momento in cui i lavoratori potrebbero rientrare, crea tra gli stessi non poca confusione.
Nel rientrare si infrange una imposizione di Ausl o Azienda Ospedaliera o Ordine Professionale che ha formalizzato la sospensione, e che non ha ancora ricevuto una revoca ufficiale, o il mio diritto è comunque sancito da un decreto e da una data, il 1° novembre, già pubblicato in Gazzetta Ufficiale? Se in attesa di comunicazione formale da Ausl o Ordine professionale rientro, cosa rischio?
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E se non rientro, sarà segnata l'assenza ingiustificata? Una serie di quesiti che questa mattina hanno accompagnato il risveglio di molti operatori e ai quali è arrivata già da ieri una indicazione operativa dal sindacato Fisi. 'Noi consigliamo di recarsi al lavoro, anche per evitare il rischio che sia siano poi contestati giorni di assenza. L'esperienza ci ha insegnato che in questi casi, in assenza di disposizioni precise, è meglio fare attenzione. Il rischio è di incorrere in assenze che dopo il terzo giorno senza giustificazione potrebbero portare a provvedimenti disciplinari' - afferma Benedetta Misurata, Delegato provinciale Fisi Modena. 'In linea con le indicazioni nazionali del sindacato, ho consigliato ai lavoratori di rientrare e di farsi mettere per iscritto eventuali contestazioni al rientro'. Una possibilità, del resto, tutt'altro che remota. Non sono lontani i tempi in cui i lavoratori venivano da un giorno all'altro respinti all'ingresso dei luoghi di lavori o nello specifico delle mense, perché senza green pass oppure muniti di green pass da tampone anziché da vaccinazione (super-Green Pass) nel momento in cui i nuovi decreti comprimevano da un giorno all'altro, con restrizioni sempre più forti, il diritto al lavoro.
E ancora più vicine e indelebili sono le parole pronunciate, in risposta ad alcuni nostri quesiti sul diritto degli operatori 'amministrativi' ad essere reintegrati, dopo la pronuncia del tribunale di Modena, dal Direttore Amministrativo dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Lorenzo Broccoli: 'Li stiamo reintegrando malvolentieri' - affermò pubblicamente. 'Parole che pesano, indelebili e che hanno incrinato il rapporto di fiducia tra azienda e operatori sanitari sospesi e per i quali è stato sancito il diritto di rientrare' - sottolinea Misurata. Il timore paventato e che serpeggia tra gli operatori ed i medici sospesi, è che nei loro confronti possano scattare atteggiamenti (anche questi indelebili), simili a quelli usati per esempio nei confronti  degli insegnanti sospesi e reintegrati ma trattati come 'appestati' destinati a funzioni che escludessero contatto diretto con gli studenti. Un'altra brutta pagina che non è possibile dimenticare.

Gi.Ga.
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