Una mole documentale utili per fornire un quadro istruttorio già dettagliato alla procura che dovrà verificare eventuali responsabilità sia civili che eventualmente penali. Il faldone è stato consegnato da uno dei cittadini firmatari, Mirco Zanoli e dal legale incaricato Francesco Giardina.
'Di fronte al fallimento della sperimentazione abbiamo deciso di dire basta. C'è chi, a questo punto, si deve assumere le responsanilità. Da anni la qualità della vita a San Cesario, è condizionata dal problema delle puzze' - afferma Mirco Zanoli. 'Nonostante gli sforzi ed il tavolo tecnico le misure previste per ridurre gli odori, anche se discutibili perché scelte dalla stessa azienda che quegli odori li produce e che è sotto osservazione, non hanno portato ad alcun miglioramento significativo'
Dopo anni di denunce, proteste che hanno portato al monitoraggio con naso elettronico e all’individuazione dell’origine dei miasmi da alcuni siti industriali che per la produzione di mangini e fertilizzanti la soluzione non è arrivata. L’ultimo episodio durante il consiglio comunale del 30 settembre dove la puzza ha quasi impedito ai consiglieri di concludere la seduta. Tutto messo agli atti. Un altro tassello in grado di definire anche il livello di tollerabilità rispetto alla presenza di miasmi, stabilito attraverso le denunce e le segnalazioni presentate negli anni dai cittadini, testimoni di un problema che è tale anche al di la del rispetto delle autorizzazioni nelle emissioni da parte dell’azienda.
L’esposto è firmato da dieci cittadini in rappresentanza di tanti altri. 700 erano le firme raccolte dal comitato due anni fa e depositato in consiglio comunale per sollevitare le istituzioni ad agire.
Da quando è iniziata la sperimentazione, concordata anche da arpae nel tavolo tecnico comunale per la riduzione delle emissioni la situazione è addirittura peggiorata.
L'intervista all'Avvocato Giardina
Che cosa contiene la mole documentale a supporto della denuncia?
Che cosa chiedete con questo esposto?
'Di approfondire quanto è successo e definire eventuali responsabilità. La giurisprudenza parla di emissioni odorigene, molestie olfattive, almeno questi sono i termini coniati dalla giurisprudenza in materia, ma alla fine ne parliamo di inquinamento olfattivo perché la percezione dell'odore non è altro che l'indice della presenza in atmosfera di concentrazione di inquinanti che possono essere anche nocivi e pericolosi per la salute umana. Non ci troviamo di fronte solo ad una questione di disagio e di disturbo della persona e della qualità della vita (anche se questa ha comunque una rilevanza penale in quanto il turbamento della quiete che incide direttamente sul lavoro e sulla vita delle persone costituisce un'ipotesi di condotta lesiva penalmente rilevante), ma anche alla presenza inquinanti che così come noi abbiamo analizzato dalla documentazione, risultano essere pericolosi per la salute umana'
Il problema legato a danni o disagi provocati da emissioni odorigene è un tema abbastanza nuovo, anche sotto il profilo giurisprudenziale oltre che tecnico.
'Dalla mia esperienza nell'area industriale della Sicilia come a Milazzo e Gela dove ci sono delle realtà industriali rilevanti come raffinerie e stabilimenti petrolchimici, siamo comunque arrivati, attraverso le nostre denunce, a dei processi veri e propri a carico di direttori generali e dirigenti tecnici di queste industrie che sono ritenute responsabili dei reati anche come disastro colposo ambientale. Si parte da denunce che la procura, attraverso la sua attività di indagine, potrebbe portare all'accertamento didei reati che non sono soltanto inquadrabili come 'getto pericoloso di cose', ma che entrano nella sfera dei reati delittuosi colposi, anche in relazione alla possibile insorgenza di patologie. Lo ripeto, stiamo parlando di casi seguiti in Sicilia, vedremo cosa succederà qui'

.jpg)
