'Entrando nel merito delle risposte, in linea generale la necessità di una visita specialistica si è verificata 1-2 volte l’anno nel 44,9% dei casi e, con la stessa percentuale, anche dalle 3 alle 5 volte nell’arco dei 12 mesi. Purtroppo, nella netta maggioranza dei casi (57,3%), l’appuntamento per svolgere la visita in regime di sanità pubblica è stato fissato dopo oltre due mesi di attesa. E’ bene ricordare che gli standard di riferimento regionali per le prestazioni di specialistica ambulatoriale di primo accesso sono stabiliti, invece, in 30 giorni per le prime visite e in 60 giorni per gli esami strumentali (eccetto la prima mammografia che è da garantire entro 90 giorni)'.
'Da qui, in svariati casi, l’obbligo di rivolgersi al privato per tagliare i tempi. Alla domanda del sondaggio ‘Quante volte ha preferito rivolgersi alla sanità privata negli ultimi 12 mesi?’, solo il 18% dei partecipanti ha dichiarato di non essere ricorso alla sanità privata, mentre la percentuale maggiore (48,3%) vi si è rivolta 1-2 volte durante l’anno. Preoccupante la percentuale di chi vi ha fatto ricorso dalle 3 alle 5 volte, che raggiunge il 27%. Ne deriva un aggravio in termini economici, visto che oltre il 68% degli intervistati ha dichiarato di aver speso, per una visita privata, una cifra che varia dai 100 ai 200 euro. La nota positiva che emerge dall’indagine - spiega Udicon - è che, almeno per ora, gli emiliano-romagnoli non hanno fatto ricorso a finanziamenti per curarsi, se non in piccolissima percentuale (0,5%). Di contro, però, l’alternativa al mancato ricorso ad una forma di finanziamento non sempre si è tradotta nella possibilità di pagare il necessario per curarsi: nel 36% dei casi, infatti, la scelta è stata di rinunciare alle cure.

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