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Scuola, sveglia al Comune: convochi un Consiglio tematico

Scuola, sveglia al Comune: convochi un Consiglio tematico

Raccolta firme del gruppo Priorità alla scuola: 'Chiediamo una discussione aperta alla città'. E per richiamare l'attenzione sull'importanza della presenza l'idea di una lezione di piazza


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La denuncia dell'immobilismo del Comune e dell'assenza di una discussione partecipata e aperta sul sul tema dell'emergenza Covid si estende anche all'ambito specifico della scuola. Sulle problematiche legate all'emergenza dovute alla didattica a distanza, sull'importanza della presenza e sulla necessità di riflettere e di proporre soluzioni per il post emergenza. Ed è su questo piano che si sta muovendo il movimento Priorità Alla Scuola, composto da studenti e studentesse, docenti e genitori che in questi mesi si sono uniti in questi mesi per ribadire che la scuola “in presenza e in sicurezza” sia possibile anche in piena pandemia e debba essere una priorità nella risposta presente e futura all'emergenza sanitaria.

Per aprire alla città la discussione su questo tema il movimento ha lanciato una raccolta firme on-line per chiedere la convocazione di un Consiglio Comunale aperto alla cittadinanza, monotematico, sul tema scuola. L'idea, per richiamare l'attenzione sul tema che necessita di una discussione di merito ed urgente, è anche quella di proporre, attraverso i docenti, di una grande lezione, in presenza, di piazza.

'Riteniamo che la crisi possa essere superata solo attraverso una radicale riconversione, o meglio una inversione di rotta ecologica e sociale, che deve avere il suo centro in un aumento degli investimenti in servizi pubblici essenziali come la sanità e le scuole' - affermano i promotori.

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'Nati nell'aprile scorso, da allora, in tutto il Paese, abbiamo continuato ad allargare socialmente e politicamente una rete: ad oggi le adesioni che sono arrivate permettono di tenere insieme soggetti diversi tra sindacati confederali, di base, associazioni e cittadini.

Riteniamo che scuola in presenza e tutela della salute possono e devono convivere perché non sono in reciproca contraddizione, anzi, la scuola è un presidio sanitario e di controllo dei contagi e dei tracciamenti. Diritto alla salute e diritto all'istruzione non sono e non devono essere contrapposti, perché la scuola – quella in presenza, che è l'unica vera scuola – è parte integrante della salute dei singoli e della comunità.

Non si tratta di tenere le scuole aperte “ad ogni costo”, ma di lavorare assieme per fare quello che praticamente tutti, dal CTS all’Oms, dal mondo della scuola alle istituzioni ed al mondo scientifico, auspicano e ritengono PRIORITARIO, ossia garantire il diritto ad un'istruzione sicura, di qualità ed in presenza come succede già oggi in numerosi paesi europei, dove la scelta politica chiara è stata preservare in sicurezza la presenza, nelle scuole di

ogni ordine e grado, dei ragazzi e dove la didattica a distanza è riservata a periodi brevi nel tempo e ben definiti.

Premesso che siamo consapevoli che le direttive per l’apertura o chiusura delle scuole sono di competenza statale e regionale, siamo altrettanto convinti che le amministrazioni locali siano attori nella predisposizione di un sistema interconnesso di strategie atto a sostenere ed agevolare la didattica in presenza e l'apertura di tutti gli istituti, per tutto ciò che riguarda il tema trasporti, salute, ambienti idonei.

Cosa sta facendo l'amministrazione per permettere un ritorno a scuola, in sicurezza ed in presenza, agli alunni ed alunne delle scuole superiori? Cosa sta facendo il Comune per migliorare la mobilità, rafforzare il sistema sanitario e rendere scuole più sicure? Domande alle quali si affiancano proposte, come quella di Istituire una cabina di regia a livello provinciale e comunale che coordini istruzione/trasporti/sanità, una migliore organizzazione dei trasporti con un incremento degli investimenti anche per compensare il gap tra la provincia di Modena e le altre province della Regione, una ottimizzazione degli spazi

'Proponiamo di approfodire inoltre l’ipotesi “scuola diffusa”, per utilizzare per la didattica anche nuovi spazi al di fuori della scuola (piazze, musei, utilizzandoli come spazio

sociale e culturale come luoghi di apprendimento), e di ottimizzare le risorse sanitarie, con la distribuzione massiccia di tamponi rapidi antigenici che danno risposta immediata e sicura oltre ad un'azione capillare di tracciamento, con una corsia preferenziale per i casi in ambito scolastico in modo da ridurre tempi di attesa e permettere la ripresa dell'attività didattica, investendo su un aumento di risorse nel tracciamento'

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