Il problema, spiega alla 'Dire' Roberto Pieralli, presidente dello Snami Emilia-Romagna, riguarda il cosiddetto 'doppio lavoro contemporaneo' dei medici del 118, chiamati a dare man forte anche in Pronto soccorso. 'Per 10 anni- accusa Pieralli- le aziende sanitarie hanno fatto le nozze coi fichi secchi, facendo quello che pareva loro. Ora abbiamo detto che questa cosa non si può più fare. Un medico in presidio 118 non può essere contemporaneamente anche in Pronto soccorso, soprattutto se si parla di due luoghi diversi e distanti'.
Nell'accordo di luglio, spiega Pieralli, è previsto che il medico d'emergenza possa dare una mano in ospedale solo se libero e per attività di primo intervento, ma non per la presa in carico dei pazienti. 'E' una questione di sicurezza', sottolinea il presidente Snami. Al contrario, nell'ultimo provvedimento firmato da Baldino il doppio lavoro viene ancora permesso, denuncia Pieralli, oltretutto 'alle tariffe più basse'. In questo modo, avverte il presidente Snami, 'i medici d'emergenza scapperanno un'altra volta verso I privati'. E dire che 'abbiamo 200 persone in attesa del corso che ancora non è iniziato, nonostante le graduatorie siano già chiuse'. Per di più, segnalano Fimmg e Snami, si tratta di un documento 'inaccettabile e irrispettoso' perchè è 'in violazione' dell'accordo collettivo nazionale che disciplina i rapporti coi medici di medicina generale. La nota, infatti, è stata emessa dalla Regione e non dal Comitato regionale previsto dall'intesa nazionale, per cui secondo i due sindacati è 'priva di qualunque valore ed efficacia'.


