Hanno un nome e un volto i cinque responsabili dell’omicidio avvenuto sabato pomeriggio in piazza Dante Alighieri del ventenne cinese HU Congliang (Leo). I responsabili sono stati individuati dalla Polizia di Stato nell’arco di quarantotto ore.
Si tratta di cinque connazionali della vittima, di età compresa tra i 16 ed i 17 anni, tutti residenti a Prato responsabili, in concorso, di omicidio e rapina di un telefono e di una consolle per video giochi.
Fondamentale l'ausilio delle telecamere del palazzo, della zona della stazione, oltre le testimonianze dei vicini. Nessuna collaborazione è arrivata da parte del contesto di cittadini cinesi sia a Modena che a Prato. Nemmeno da parte delle famiglie degli indagati. Tutti hanno finto di non conoscere la lingua italiana. Nessuno dei ragazzi si è pentito e anche al momento della cattura hanno mostrato totale indifferenza rispetto all'accaduto.
Movente dell'omicidio la minaccia di divulgazione di alcune foto a sfondo sessuale di cui HU Congliang era in possesso e che ritraevano uno dei soggetti coinvolti nella vicenda.
Il giovane HU sarebbe morto per soffocamento causato dalla condotta dei cinque, che dopo la consumazione dell’efferato delitto avrebbero cercato di occultare il cadavere all’interno di una valigia per liberarsene successivamente. L’intento
non sarebbe riuscito per via dell’intervento del padre adottivo del minore insospettito dai rumori che provenivano dalla stanza, sebbene il cadavere sia stato scoperto in un momento successivo.Nell’immediatezza le indagini si sono concentrate sul gruppo di giovani cinesi che si era introdotto nell’appartamento e già nella notte, grazie all’ausilio di attività tecniche attivate dagli uomini della Squadra Mobile, si è proceduto all’individuazione ed al successivo fermo dei primi 3 giovani responsabili della morte di HU, rintracciati a Prato dove si erano rifugiati in quanto ivi dimoranti.
Poi, sempre a Prato, gli uomini della Polizia di Stato di Modena collaborati dai colleghi di Prato, hanno proceduto ad individuare e sottoporre a fermo un quarto soggetto mentre l’ultimo si è costituito, assistito da un proprio legale, presso la Questura toscana.
I quattro soggetti, sottoposti a fermo, sono stati trasferiti nelle strutture carcerarie di accoglienza minorile di Firenze e Bologna.
Le indagini coordinate, in un primo momento, dalla Procura della Repubblica di Modena sono state successivamente condotte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Bologna con il coinvolgimento della Procura della Repubblica del Tribunale dei Minori di Firenze per le relative convalide di fermo.



