E la conferma che il tema dovesse, forse per strategia politica, avere una importanza ridotta se non nulla nell'azione politica ed amministrativa promessa dal governo regionale, è arrivata dalla pubblicazione del programma di mandato della nuova giunta, da oltre sei mesi alla guida della Regione Emilia-Romagna. Un documento che è necessario redigere e pubblicare. Un documento che, nello specifico dell'amministrazione regionale, conta 78 pagine. In queste il tema della sicurezza appare soltanto alla fine (anche se l'ordine non è per importanza), ma di fatto, ciò che è significativo, liquidato in poche righe. La sicurezza, con una delega che il Presidente Bonaccini ha tenuto per sé, è limitata a poco più della metà di una delle 78 pagine di impegni programmatici snocciolati accuramente ed ampiamente per ogni assessorato. Nulla di paragonabile allo spazio e al livello di specificità dei contenuti relativi alla sicurezza. E non regge nemmeno la motivazione che queste righe siano pregne di contenuti di merito, semplicemente perché non lo sono. Anzi sono poche, e general-generiche. Come se in Emilia-Romagna la sicurezza, quella di strada, quella dei reati predatori, quella legata all'immigrazione, quella legata alle infiltrazioni e al radicamento di camorra, Ndrangheta nel tessuto economico e sociale, non rappresentasse un problema o fosse l'ultimo dei problemi o, forse, una questione marginale. Per lo più, in quelle righe, solo indirizzi che non definiscono chiaramente obiettivi e tanto meno azioni per raggiungerli. Nemmeno un riferimento, per esempio, agli organici della Polizia Locale sulle cui 'piante' la regione ha diretta competenza e sulle quali, in passato, si è sviluppato un ampio dibattito politico che, nel merito, ci sarebbe motivo per continuare. Così come nessun impegno rispetto all'azione nei confronti del governo nazionale di turno sul fronte del potenziamento delle forze di Polizia, delle questure o al problema legato all'enorme presenza di stranieri irregolari (anche in questo ambito l'Emilia-Romagna presenta un triste primato da condividere solo con la Lombardia), dovuto alle crepe del sistema dell'accoglienza mai uscito dall'emergenza, o al problema carceri. Tra l'altro temi che hanno, all'interno della dimensione nazionale, una dimensione regionale.
Gi.Ga.
Nella foto il Presidente della

