Nella crisi profonda in cui naviga il Pd, tra volontà di nascondere il simbolo e orgoglio per il bel tempo andato, i cattolici modenesi cercano come sempre uno spazio per avere la meglio sugli eterni rivali ex Ds. A Carpi ci prova il vicesindaco Morelli in odore di lista civica sostenuta dal mondo della diocesi guidata da
Francesco Cavina, delle associazioni di categoria e (pare) da qualche commerciante del centro. A Modena sembra ci voglia provare ancora l'ex candidato sindaco
Giuseppe Pellacani, uscito da Forza Italia per il movimento di Parisi e ora pronto a creare una lista ancora con l'eterno secondo Udc
Davide Torrini (regista della candidatura di Pellacani a sindaco 4 anni fa). Liste alternative al Sistema di potere locale nelle intenzioni, ma in primis funzionali alle ambizioni dei loro ideatori e quindi funzionali in fin dei conti allo status quo.

A Carpi Morelli finge (o fa davvero poco importa) di voler sfidare Bellelli, ma a un eventuale ballottaggio non potrebbe far altro che trovare un accordo per sostenerlo (magari accettando il terzo giro da vicesindaco).
A Modena Pellacani e soci scudocrociati fingono di battagliare contro Muzzarelli, ma in realtà pare abbiano già fatto con il capo indiscusso di piazza Grande un accordo. Una stretta di mano tra galantuomini: al primo turno ci si insulta spacciandosi per avversari e al ballottaggio si fa la grande ammucchiata contro il candidato M5s o Lega. Un po' come Muzzarelli sta facendo con le liste civiche di sinistra.
Il compenso politico? Ovvio. Sempre lo stesso: una poltroncina. Su quale poltroncina sia ci si mette poi d'accordo.
Leo
Nella foto in alto Pellacani e Torrini. Sopra Morelli e Bellelli con il vescovo Cavina