Ah, la sfilata della masturbazione intellettuale al Festivalfilosofia. Quest’anno, come da tradizione, l’apertura tocca al sindaco, che dall’alto del suo scranno dispensa perle di saggezza: 'Coltivare il dubbio e interrogare le parole ci serve a trovare nuove forme di ordine, nuove possibilità di convivenza'. Apperò, che coraggio! Viene quasi voglia di applaudirlo, se non fosse che la memoria, a volte, impedisce persino di vomitare- Perché mentre oggi il politico di turno si mette il cappello del filosofo progressista e celebra il dubbio dal palco del Festival, dal pubblico potrebbe alzarsi una domanda capace di gelare l’ipocrisia: 'Scusi, Mezzetti, ma il mio dubbio del 2021? Fa ancora parte del caos oppure posso finalmente uscire dall’angolo?'
Boom! Sipario... perché nel 2021, quando porre domande, sollevare dubbi e rivendicare diritti fondamentali significava mettere in discussione l’ortodossia del momento, il dubbio non sembrava affatto una virtù da coltivare, no affatto, anzi: chi dubitava veniva spesso guardato con sospetto, isolato, marginalizzato, deriso, trasformato nel problema anziché essere ascoltato come parte del problema. Allora il dubbio era lesa maestà, oggi è filosofia. A paranoie sbollite, improvvisamente il dubbio diventa elegante: buono per i festival, per i filosofi, per i salotti culturali e per qualche citazione, ma il dubbio vero è un’altra cosa.
Il dubbio vero è quello che rompe le scatole al Potere, è quello che non si accontenta della risposta ufficiale, è quello che fa domande quando tutti hanno già deciso quale debba essere la risposta. Perché il Potere ama il dubbio soltanto quando è innocuo: astratto, educato e confinato nei libri, ma quando invece il dubbio scende in strada, pretende risposte e mette in discussione le certezze dominanti, improvvisamente diventa... caos. E allora, caro sindaco, una domanda filosofica me la permetta: il visto per uscire dall’angolo in cui avete confinato chi dubitava lo distribuite scientifiche-politiche aggratis alla fine del talk, oppure dobbiamo ancora chiedere il permesso all’ortodossia di partito? Io, comunque, non ho cambiato idea, eretico ero allora, eretico rimango oggi, epperò con una piccola differenza: oggi, per fortuna, almeno non mi denunciate più. Per ora.
Paride Puglia

