In Italia il divario tra nascite e morti è un finto problema: tra pochi anni la prolificità degli immigrati regolari riporterà in pari il rapporto, risolvendo questo problema ma creandone altri, vista la scarsità di ospedali, asili nido, scuole e posti di lavoro.
Ma il problema attuale resta l'aumento della vita media e, conseguentemente, dei grandi vecchi (gli over 85) che già superano il numero di due milioni. Le domande di assistenza per case di cura superano di gran lunga la disponibilità: le case di cura sono, complessivamente, circa 6.715 , con circa 290mila posti letto per anziani autosufficienti e non, e la trafila per accedervi non è così semplice ed immediata.
Ma quello che pesa sono le rette mensili che variano da poco più di 1.600 euro, se la struttura è convenzionata con USL , per arrivare a 2.500 -3.500 se la struttura è privata e a libero mercato. Nel 70% dei casi la retta è comunque superiore alla pensione totale del ricoverato, per cui questi anziani nel giro di pochi anni bruciano sia pensioni che i loro risparmi e spesso intaccano quelli dei loro parenti, obbligati, per volontà o legge, al loro mantenimento. Un Paese Democratico e Socialista, per mancate programmazioni di investimenti sociali, è arrivato al punto che curare la fase di vita terminale dei suoi cittadini costa mensilmente quanto 1,2 - 2,5 volte lo stipendio medio di un operaio!
Poi ci tocca di scoprire, dalle cronache della vergogna, ospizi lager gestiti abusivamente, dove, al costo di meno di mille euro al mese, anziani vengono tenuti in condizioni non igieniche e disumane. Di loro ci ricordiamo però quando è tempo di votare e allora sì che facciamo salti mortali per organizzare raccolta di schede negli ospedali e case di riposo o portarli in carrozzina, quando trasportabili, nelle cabine, chiaramente per salvaguardare il loro sacrosanto diritto al voto...
Massimo Guerrini



