Sono modenese ma scrivo da Mosca dove vivo da molti anni. Mosca, antica patria verso la quale si sono voltati devotamente decine di migliaia di comunisti modenesi nel dopo guerra e sino a non molti anni fa... Il mondo cambia caro Leonelli, o forse, a ben guardare non cambia mai. Essendo stato fra i fondatori del Circolo La Terra dei Padri cho ho dovuto in seguito lasciare per motivi contingenti di distanze e di lavoro, ho letto con molto interesse quanto è stato scritto sulle colonne del suo giornale da mano anonima.
All'alba dell'Anno del Signore 2018 con tutti i problemi che i cittadini italiani e modenesi hanno, state ancora a dibattere sugli abbracci neri. Strano popolo quello italiano. Davvero. Nel 2018. Con buona pace delle aziende che falliscono, delle aree della città totalmente invivibili ed in mano alla delinquenza, dell'immigrazione incontrollata e mi fermo qui perché la lista sarebbe molto lunga. Ma lei lo sa meglio di me.
Pochi giorni prima dell'apertura del Circolo comparve un'intervista dove si davano sin dall'inizio riposte chiare al dramma esistenziale dell'Anonimo. Sin da allora si disse (ci sono svariati interventi sulle testate modenesi alle quali lei può tranquillamente fare riferimento, ritengo anche la sua fosse presente) che quella sarebbe stata la casa del tricolore italiano, del concetto di Patria e di Appartenenza ad una Terra ed alle sue Storie. Comprendo che tali affermazioni siano aberranti in un mondo che voi per primi spingete verso il globalismo sfrenato. Si perché in quello che rimane della nazione italiana, amare la propria terra, le proprie radici e coltivarne la memoria, equivale ad essere feccia umana quella feccia che come dice l'Anonimo, si perde nell'abbraccio nero...
Tutto molto immediato, semplice e comodo: in una parola fascista... Come se l'abbraccio rosso, invece, fosse degno della Storia, quella con la 'S' maiuscola, quella che propagandate voi, o quelli come lei, a Modena dal 1943 e guai a dire il contrario. Ci mancherebbe. Non sono fascista perché penso che il Fascismo sia un concetto storico che è appartenuto ad un tempo ben preciso e per nulla percorribile nel mondo contemporaneo. Mi ritrovo però, e pienamente, nella Cultura di Roma perché le nostre radici storiche affondano nella Roma Repubblicana e Imperiale. Quando lei passeggia per le vie della sua amata città o per le campagne cammina su spazi che sono stati organizzati da Roma più di 2000 anni fa.
O no? Allora mi dica lei che differenza ci sarebbe fra un abbraccio nero ed un abbraccio rosso? Secondo me non tantissima e a ben guardare forse sarebbe anche ora di dare dignità di parola a tutti quelli che con l' abbraccio rosso hanno ricevuto in premio una pallottola nel cranio o una foiba, fossero essi in Italia, o Unione Sovietica poco importa. Parliamo di milioni e milioni di persone morte ammazzate.
Penso che questa affermazione appartenga alla verità storica in modo inconfutabile e possa essere finalmente sdoganata (si dice così no?). Il Circolo in questi anni, oltre ad essere dato alle fiamme, (fulgido esempio di democrazia modenese) ha ospitato le voci più disparate, spesso proprio appartenenti alla sinistra, perché noi che ne pensammo la fondazione ritenevamo dovesse essere a Modena una voce esterna al solito coro comunista. Anzi, rettifico, per non offendere alcuni carissimi amici, veri comunisti meglio definirlo 'coro Pd' con i migliori auguri al pluralismo.
Ho letto la dichiarazione di Fabio De Maio e sinceramente non ci vedo nulla di così particolare. Il Presidente di un Circolo Culturale Modenese esprime una posizione netta a favore di un movimento che lotta per preservare l'identità di una nazione e della sua gente e per questo in linea con quella che è la linea editoriale della Terra dei Padri. Fra l'altro, mi lasci dire che se De Maio fosse così fascista nel midollo come traspare dall'articolo dell'ineffabile Anonimo, non penso avrebbe avuto quelle parole per la lega. Così come non vedo cosa dovrebbero rispondere i responsabili modenesi del movimento di Salvini. Un cittadino che gestisce un circolo ha espresso un opinione e badi bene non è un delinquente, non è un agitatore sociale così come il Circolo è frequentato da tantissimi normali liberi cittadini. Fossi in Luca Bagnoli ne prenderei semplicemente atto come ritengo abbia fatto. Forse caro Leonelli che non dovrebbero essere gli amministratori della città a dovere stigmatizzare cose davvero gravi come i cento occhi regolarmente chiusi nei confronti dei centri sociali e degli spazi occupati abusivamente? Per dirne una. Ripeto, spero che Luca Bagnoli e il suo partito, si occupino dei problemi reali delle persone e non di fantomatici abbracci neri che sono rimasti negli Anni quaranta del secolo scorso. Chiudo dicendo che l'elite culturale e politica modenese deve davvero avere una gran paura di perdere per arrivare a questi livelli: bassi, bassissimi. Con buona pace dell'Anonimo.
Ps. Leonelli quando vuole venirmi a trovare a Mosca le faccio fare un tour del calore umano comunista. Quello vero però, non quello della III via all'Italiana. Ma si sa... è una strada molto dolorosa... No?
Andrea Longagnani
Caro lettore, molte delle sue critiche al Sistema Modena (fatto di un monocolore di centrosinistra, di un preciso sistema economico e del conseguente monopolio delle istituzioni) le abbiamo più volte sottoscritte e (crediamo) dimostrate su questo quotidiano e anche prima della nascita de La Pressa. Pagandone anche le conseguenze.
La sua appassionata difesa di uno spirito identitario e nazionalista è più che legittima e rientra nel dibattito politico. L'osservazione che mi sento di ripetere in questa sede è traducibile con lo slogan secondo cui l'eredità peggiore del fascismo è il fascismo stesso. Ogni idea che prende in qualche modo come punto di riferimento il Ventennio è pericolosa. La banale domanda su quali, tra regimi comunisti o nazifascisti, abbia fatto più vittime vale sempre ed è una deriva verso il peggio che lascia il tempo che trova. E' un concetto benaltrista non stringente. In Italia abbiamo conosciuto fino a 70 anni fa un Regime preciso. E fu quello Fascista con la mancanza di libertà, la violenza, le leggi razziali e la censura di ogni voce critica che quel Regime comportò.
Ecco: ogni dialogo è costruttivo purchè - come mi pare anche dalla sua lettera - non parta da quel modello. Tutto qui. Purtroppo, lo ripeto, da parte de La Terra dei Padri una presa di distanza netta rispetto al Ventennio non l'ho udita.
Sulla Lega lasciamo alla Lega rispondere. Se crede.
Grazie del suo intervento e anche del suo invito in terra russa che ricorda, nelle sue parole, un indimenticabile e nostalgico Guareschi.
Giuseppe Leonelli



