Questa è la sindrome del primo della classe: la crisi che colpisce chi vuole primeggiare e si accorge di non essere più all’altezza. Come è possibile non riuscire più trovare l’accordo con i cittadini? Eppure Muzzarelli è al suo secondo mandato, i modenesi lo hanno gratificato per quanto ha fatto nel primo mandato e lo hanno rieletto! Ma il potere logora anche e soprattutto chi ce l’ha e quindi non si ascoltano più i cittadini (risposta dell’assessora Vandelli: “se a voi non piace questo progetto, ebbene a me piace”), si convocano riunioni solo per una questione di forma, si fanno progetti minimizzando i problemi e tardando le comunicazioni (la cittadinanza è stata informata quando già il progetto dei tecnici Conad vantava già qualche centinaia di pagine), si trovano scuse nelle pieghe della legge (la Sacca è ancora, come negli anni 50, un quartiere semi-residenziale), si portano avanti altre iniziative in zona (chiesetta Ricci) per distogliere l’attenzione!
Un anziano residente della Sacca ha raccontato le difficoltà che incontrò, negli anni 60, a vivere a diretto contatto con l’attività industriale: notti insonni perché Civ & Civ imbottigliava 24h su 24. Ma era il boom economico, la ripresa dopo la guerra, la corsa per dimenticare il passato e costruirsi una nuova vita! Questa era la situazione, ma oggi i cittadini non vogliono più solo sopportare; hanno studiato, hanno raggiunto una certa agiatezza intellettuale ed economica, non vogliono essere calpestati anzi vogliono essere partecipi. Come è possibile avere un lungo muro di cemento alto
30 metri a pochi, pochissimi, metri dalle proprie finestre? Come è possibile accettare il passaggio di ulteriori 720 tir al giorno a lato del proprio giardino e delle proprie finestre? Come è possibile cedere parte di parco pubblico ad esclusivo utilizzo di un potente privato? Il Polo Logistico Conad deve trovare una sistemazione adeguata lontano dalla vita famigliare delle persone!
Ecco invece il nostro PIMBY: chiediamo che il quartiere Sacca diventi residenziale, chiediamo che Civ & Civ diventi un’area verde separata dalla tangenziale da montagnole antirumore e tanti alberi ad alto fusto a protezione dello smog, proponiamo che gli ambienti Civ & Civ diventino un luogo di aggregazione per la cittadinanza multietnica della Sacca che ha bisogno di essere integrata, chiediamo ciclabili che ci permettano di raggiungere il centro storico in sicurezza, vogliamo che a Modena, in tutta Modena, l’aria ritorni respirabile in modo da poter raggiungere gli obiettivi fissati dall’Unione Europea per il 2050, quando molti di noi non ci saremo più ma ci saranno i nostri figli e i nostri
nipoti che ci diranno grazie'
MGV - Sacca



