Spostare di qualche mese il pagamento delle imposte a carico dei modenesi, come ha annunciato di volere fare il sindaco Muzzarelli, è una presa in giro per i contribuenti. L’unica soluzione, visto quello che sta succedendo, è quello di cancellarle, di non chiederne il pagamento tra qualche mese, perché i contribuenti modenesi, artigiani, commercianti, imprenditori, liberi professionisti, non ce la faranno i pagarle quando si sarà ancora nel pieno delle conseguenze devastanti del coranavirus sulla economia del territorio modenese. Mentre invece Muzzarelli ha annunciato, come fosse una graziosa concessione, questo semplice rinvio che in realtà non è altro che ipocrisia.
E non lo dico soltanto io, già pubblico amministratore della Provincia di Modena e prima ancora di Atcm e Amiu, ma sono le stesse associazioni degli artigiani a farsi carico seriamente del problema che Muzzarelli pare invece minimizzare.
Cna, Lapam e Confesercenti sono state chiare in proposito. La Cna ha detto che la posta in gioco è altissima e i settori a rischio sono il lavoro autonomo e le piccole imprese, 4.000 aziende che danno lavoro a 10mila dipendenti, la spina dorsale della nostra economia. E le somme messe a disposizione del Governo e del Comune sono assolutamente insufficienti e sproporzionate rispetto ai danni subiti che saranno devastanti.
La Lapam ha aggiunto che le imposte vanno cancellate perché una impresa che non lavora non ha i soldi per pagarle e ha anche criticato la scelta del Governo di ricorrere al ridicolo espediente del click day, una specie di lotteria, per un rimborsino a favore di autonomi e partite Iva di soli 600 euro una tantum, provvedimento questo fortunatamente ritirato dal Governo stesso consapevole della brutta figura che aveva fatto nel proporlo.
Mentre Confesercenti ha detto che si aspettava misure governative più incisive per contrastare i danni del coronavirus che non sono solo sanitari ma soprattutto economici e sociali e i mini rinvii nel pagamento di tasse e imposte annunciati sia in sede nazionale che locale saranno poco efficaci perchè occorre dare più tempo alle aziende di riprendersi economicamente.
A questo proposito vorrei proporre al Comune di Modena di farsi parte attiva nel chiedere la riduzione se non il dimezzamento del valore dei faraonici gettoni di presenza di cui godono attualmente i consiglieri, diversamente dal passato, delle aziende pubbliche, come ad esempio Hera, che suonano offesa in confronto agli stipendi dei dipendenti.
Suggerisco inoltre al sindaco Muzzarelli di ricorrere al lavaggio
Infine, a ben guardare, non sarebbe meglio che il sindaco rinviasse l’approvazione del bilancio preventivo il cui dibattito che, come comunicato dallo stesso Comune, avviene in maniera strozzata, affrettata, senza un’ampia e approfondita discussione di tutti i suoi aspetti? Anche perché le cifre delle varie poste del bilancio ora ipotizzate potrebbero essere stravolte tra qualche mese quando ci sarà senz’altro bisogno di rivederle e modificarle per andare incontro alle serie difficoltà dei cittadini e delle attività economiche, magari con una riduzione consistente della spesa pubblica e di quella per il finanziamento di attività culturali e ricreative che il momento di crisi e di recessione non consentirà di realizzare.
Giorgio Baldini - già Presidente della Provincia di Modena
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