Per il secondo anno di fila, l'installazione in piazza XX Settembre ha attirato delle critiche. Per chi non sapesse cosa raffiguri quest'anno, basti sapere che si tratta di un babbo natale a cavallo di un carro armato, anzi, carro “amato” come recita la scritta a lato. Questo, inseriti 2 euro, muoverà la torretta e farà finta di sparare cannonate d’amore tramite un laser rosso che esce dal cannone a sua volta a forma di cuore. Se pensate che la cosa sia una cafonata pazzesca, avete pienamente ragione.
Quello che però risulta a dir poco esagerato, è la reazione che le persone hanno avuto nei confronti della statua. Ciò per cui sarebbe bastato un commento sagace intelligentemente piazzato a mezzo stampa da un comitato o, a mali estremi, una raccolta firme per rimuovere l’opera, è diventato una manifestazione con tanto di striscioni e dichiarazioni al vetriolo (tante manifestazioni per verità).
Una reazione del genere rivela lo stato di miseria del dibattito politico cittadino, interamente appiattito a marcette e slogan. Troppo complesso parlare a Modena di sicurezza, di inquinamento e di costo delle case, più facile dire no a un carro armato perché brutto e cattivo. Così, invece che affrontare i problemi, si riversa la propria rabbia su un oggetto e si torna a casa tutti contenti di aver sfogato le proprie frustrazioni.
Alla fine, basta un piccolo gioco di parole per rendere il “carro” in un “capro”, non armato, ma espiatorio.
Alberto Avallone
Installazione in piazza XX Settembre, una reazione esagerata
Come una brutta installazione è divenuto un capro espiatorio
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