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Ricordare gli Estensi è una ricchezza per Modena

Ricordare gli Estensi è una ricchezza per Modena

La verità è che in centinaia seguirono il Duca in Esilio in Veneto per quattro anni. Ma dichiarare che il Ducato contribuì all’Unità d’Italia è un falso storico


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Visitando Ferrara e poi Modena, vi renderete facilmente conto di come la prima abbia fatto del suo passato Estense una ricchezza culturale e turistica, mentre la seconda viva il suo passato quasi con imbarazzo.

Eppure Modena deve proprio a quel passato il suo patrimonio artistico e architettonico di maggior pregio. Sebbene di piccole dimensioni il Ducato di Modena e Reggio diede vita ad un mecenatismo artistico di altissimo livello, ospitando artisti internazionali. Gli Estensi lo ricordo, inizialmente Signori di Ferrara, ottennero Modena a partire dal 1336 e persero Ferrara nel 1599, data a partire dalla quale il Ducato si ridusse alla sola Modena e Reggio.

Molto spesso la retorica risorgimentale accusa il Ducato di essere stato nè più nè meno che una dominazione austriaca. Nel 2025 credo sia giunto il momento per una Storia molto più obiettiva. La Storia della Signoria di Ferrara e del Ducato di Modena poi è storia assolutamente italiana. Tra il 1796 e il 1799 Napoleone Bonaparte invase il nord Italia, e abolì i vecchi feudi. Successivamente dopo il 1815 con la fine del periodo Napoleonico e la Restaurazione, tornò il Ducato retto dagli eredi che erano gli Asburgo-Este, sicuramente legati all’Impero, ma in alcun modo classificabili
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tout-court come austriaci.

A Francesco IV° d’Asburgo-Este Duca di Modena & Reggio si deve un progetto di unificazione dell’Italia in una Confederazione (si veda l’articolo nella rivista il Ducato Terre Estensi edizioni Terra e Identità) quindi un progetto di tipo “federale” che avrebbe conservato gli stati pre-unitari anziché cancellarne le potenzialità e le identità.

Quello di Ciro Menotti fu un complotto contro il Duca, una rivolta che nacque in ambienti della borghesia, in alcun modo seguito dal popolo. La repressione fu indubbiamente dura.

Ma ricordo che un tempo Modena ospitava una statua equestre del Duca di Modena, e cosi oggi chi va a Ferrara trova il Duca d’Este a cavallo mentre chi viene a Modena trova Ciro Menotti. Costui è più importante di secoli di Storia?

Non solo è un falso storico parlare di Modenesi contro il Ducato di Modena ma la verità storica è l’esatto opposto!

Il Duca di Modena Francesco V preferì abdicare per evitare scontri di sangue nel 1859. Furono centinaia e centinaia i modenesi che per senso di lealtà di fedeltà e di onore lo seguirono in esilio in Veneto a Cartigliano, 4 anni lontano dalle loro famiglie fino al 1863 quando Francesco V per lasciarli liberi da questo vincolo sciolse
la Brigata Estense.

La storica Elena Bianchini Braglia ha poi condotto ricerche che dimostrano il legame tra i modenesi e la moglie del Duca, Adelgonda di Baviera, a cui si rivolgevano ancora diversi decenni dopo.

Ben venga dunque la Targa, anzi anni fa proponemmo di rinominare piazza Roma in piazza degli Estensi, provocando la dura reazione del Sindaco di allora.

Oltre alla Targa, ben vengano iniziative che valorizzino il passato Estense di Modena allo stesso modo di ciò che avviene a Ferrara. Si comprenda finalmente che si tratta di un’eccellenza e di una ricchezza per la nostra città.

I Ferraresi lo hanno capito molto bene, noi rimaniamo chiusi in una ingiustificata ottusità conservatrice che limita le nostre potenzialità.

Il Sindaco Mezzetti ha giustamente rilevato che il testo della targa merita di essere corretta in quanto dichiarare che il Ducato contribuì all’Unità d’Italia è appunto un falso storico. Il Ducato fu invaso.

Nonostante il Palazzo Ducale appartenga al Ministero della Difesa e sia dunque un luogo militare, ci si sforzi di trovare occasioni per valorizzare anche il suo potenziale culturale e turistico a carattere storico.

Alessio Bononcini

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