Caro Direttore,
è ineludibile che la questione salute ed in particolare gli aspetti sanitari dei processi determinanti la salute siano il centro nevralgico della politica nazionale e della sua declinazione locale, tanto più si avvicina l’appuntamento elettorale del 2027. Tuttavia, questa centralità è tanto opportuna e necessaria quanto sarebbe però pericoloso e deleterio manipolare e restringere il campo ad obiettivi propagandistici facilmente smascherabili e malcelatamente tollerati da operatori e cittadini per la palese inconsistenza pratica e tecnica. La battaglia politica per un adeguato finanziamento del sistema salute è esiziale per la sua sostenibilità in termini universalistici e di accessibilità pubblica.
Su questi cardini deve essere trasversale e totalizzante l’impegno di tutte le forze politiche dell’intero arco istituzionale, perché oggettivamente collettivo e trasversale nella società è il bisogno e la legittima pretesa di assistenza senza limiti di censo ed opportunità. Sensibilizzare l’intera comunità attraverso la raccolta di firme è certamente un obiettivo politico rilevante sia in termini di partecipazione culturale alla questione del de-finanziamento e della sostenibilità della Sanità pubblica sia in termini di incalzare e portare allo scoperto gli obiettivi concreti e reali di controparti politiche potenzialmente ambigue sui principi di sussidiarietà della sanità universalistica.
È, tuttavia, evidente la consapevolezza degli anni necessari a quell’orizzonte del 7,5% del PIL e l’impossibilità di farli passare senza dover affrontare il bisogno di sostenere da subito il Sistema. In tal senso, tra i punti che le varie raccolte firme e dibattiti mettono sul tavolo della discussione politica e comunitaria, almeno il settanta per cento esige progettazioni e proposte programmatiche immediate, soprattutto dove si ha la responsabilità locale del governo del sistema salute. Il ricco e ricorrente dibattito che da oltre un anno si alterna nelle pagine politiche locali dimostra che già le istituzioni sanitarie ed ospedaliere hanno messo in campo questi processi decisionali fattivi. La complessità e la oggettiva centralità per tutti i cittadini del tema Salute, impongono alle istituzioni tecniche ed amministrative una responsabilità non solo politica ed elettorale. La politica deve andare di pari passo con la consapevolezza che la sua credibilità sociale e culturale passa per la concreta capacità di programmazioni e risposte di brevissimo periodo nonché della loro condivisione. La ricerca di operatori e cittadini che concorrano ad un patto per salvare un modello universalistico, efficace ed immediatamente sostenibile, chiama ad una responsabilità partiti, amministratori e professionisti che deve rievocare modelli di lavoro e programmazione che sono stati centrali e fondamentali nel passato della nostra Democrazia.
Andrea Leti Acciaro - Segretario Circolo Sanità PD Modena
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