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Scandalo Fondazione di Modena, caro Tiezzi l'ammanco milionario certifica un mandato tradito

Scandalo Fondazione di Modena, caro Tiezzi l'ammanco milionario certifica un mandato tradito

Perseverando il Cda nel silenzio e nella mancata rassegnazione di dimissioni, più che dovute, credo allora che spetti al Consiglio di Indirizzo dare un segno


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Che la Fondazione di Modena abbia una governance complessa è fuor di dubbio, che questa possa servire da escamotage per nascondere o diluire responsabilità dirette o indirette in caso di situazioni spiacevoli, come lo scandaloso ammanco che sembra sempre più vicino ai 2 milioni di euro, è cosa che non si può lasciare che accada. Riassumendo al massimo, la governance della Fondazione di Modena è costituita da un Consiglio di Indirizzo iniziale di 16 componenti, che viene nominato per non meno del 65% da enti pubblici (comuni modenesi e provincia di Modena), il quale ne coopta per votazione altri tre. Il Consiglio d’Indirizzo definitivamente composto da 19 componenti elegge i sette componenti del Consiglio di Amministrazione, i quali a loro volta eleggono il Presidente. Costoro diventano custodi e gestori del “tesoretto” di Modena.

Ora è evidente che se succede qualcosa di grave la prima interfaccia chiamata a rendere conto non possano essere altri che il Presidente e il Consiglio di Amministrazione della Fondazione, che davanti al riscontro del grave ammanco nell’ottobre scorso si sono invece sprofondati nel silenzio più assoluto, interrotto stamane da una deludente e scarna conferenza stampa del Presidente Tiezzi, in solitudine, nella quale ha confermato il grave
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ammanco (non ancora nella sua precisa entità) e la temporalità su cinque anni (2020-2025) in cui sembra distribuito e ha garantito che a indagini ferme saranno prese tutte le decisioni più opportune.

Innanzitutto, alla conferenza stampa mi aspettavo per ovvie ragioni la presenza dell’intero Consiglio di Amministrazione. L’essersi presentato solitario il Presidente, marinaio che da una ventina di anni passa di compito in compito nella Fondazione, rafforza le voci che parlano di una gestione un po’ troppo accentrata. In ogni caso, mi aspettavo la presenza di tutti i magnifici sette perché pensavo a un gesto corale di assunzione di responsabilità, che il loro silenzio e anonimato non riduce, e di conseguenza dimissioni o quanto meno di rimessa dei mandati nella mani del Consiglio di Indirizzo, perché trovo altamente scorretto e fuorviante che possano pensare di essere quelli che sono oggi travolti dallo scandalo a prendere le decisioni “opportune” alla fine della indagini.

L’ammanco è sinonimo di mandato tradito da parte di chi doveva quantomeno vigilare e tutto il CdA se ne deve assumere la responsabilità. Perseverando il Consiglio di Amministrazione nel silenzio e nella mancata rassegnazione di dimissioni, più che dovute, credo allora che spetti al Consiglio di Indirizzo dare segnali di vita, prendere in mano e gestire la delicata situazione durante e post scandalo, congelando il Consiglio di Amministrazione con una mozione di sfiducia.

Così si fa laddove la trasparenza non solo viene invocata, ma anche applicata, e laddove gli aspetti etici e morali, accresciuti dalla conduzione di una Fondazione che gestisce rilevanti risorse a sostegno dello sviluppo sociale, economico e culturale di Modena, lo richiede.

Da ultimo, una osservazione sui significativi comportamenti delle maggiori TV locali al riguardo della conferenza stampa del Presidente Tiezzi. TV Qui l’ha riportata come servizio d’apertura del telegiornale, TRC praticamente alla fine. Chi aveva dubbi che non ci fossero implicazioni politiche se lo scordi. Lo scandalo c’è, è grave e politico, in quanto viene alla ribalta ancora una volta il fallimento del sistema delle nomine pubbliche, che a Modena viene costantemente utilizzato per premiare gli affiliati al PD anziché le competenze specifiche per il ruolo. AMO docet.

Maria Grazia Modena, consigliere comunale della Lista civica “Modena x Modena”

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