In una recente nota il SIULP di Modena ha denunciato che la nostra città ha un numero di agenti in servizio aggiornato al 1989. Nel frattempo, l’organico dell’ufficio stranieri in capo alla Questura è passato da 3 a 40 elementi, risorse sottratte alle attività di polizia giudiziaria e controllo del territorio; compito, quest’ultimo, affidato oggi a sole due volanti, come negli anni ottanta. Con il nuovo piano, Rimini avrà 100 uomini in più e Reggio Emilia 30, Modena invece zero. Intanto a Modena (non a Bologna che è capoluogo di regione) si aprirà il CPR; quanti agenti ancora verranno distolti dai servizi di controllo della città?
Nessuno lo sa. Basterebbero questi due dati a far capire quali sia il (nullo) peso di Modena a livello nazionale anche quando c’era un “governo amico”. E bastano queste considerazioni per capire quanto sia il peso e il costo “dell’ immigrazione all’italiana” sulle forze dell’ordine.
L’ORDINE PUBBLICO UTILIZZATO COME PERENNE TEMA DI CAMPAGNE ELETTORALI E COME ARMA DI DISCREDITO DELLE AMMINISTRAZIONI LOCALI?
Il sindaco di Modena aveva risposto a questi problemi con una nota in cui assicurava “di aver già preso contatto con il Ministro per chiedere chiarimenti e cambiamenti”.
E poi aveva lamentato come l’ordine pubblico fosse trattato “come un perenne tema di campagna elettorale, come un’arma di costante divisione, per non dire peggio, fra le forze politiche, come un’arma di discredito delle amministrazioni locali che rappresentano le comunità può far racimolare qualche voto, ma non porta risultati concreti.”Aveva poi invitato i politici che rappresentano Modena a muoversi con senso di responsabilità, spirito unitario e fermezza per ottenere dallo Stato una diversa considerazione dei nostri problemi e delle risposte che i cittadini modenesi meritano. Al sindaco, ha immediatamente fatto seguito il segretario provinciale del PD, ribadendo lo stesso lo concetto. Insomma, il problema della sicurezza a Modena è solo caciara pre-elettorale; basta tornare a chiedere qualche poliziotto in più (già chiesti e non ottenuti, nonostante i buoni rapporti del Sindaco col ministro Minniti).
Ora, dopo l’appuntamento con gli eletti modenesi in parlamento, ci si chiede: riuscirà questa composita pattuglia ad ottenere da un governo che non c’è, quello che la più compatta pattuglia di parlamentari PD non aveva ottenuto dal “governo amico”?
A MODENA, TUTTO VA BENE?
Personalmente, credo che continuare a dire, come si è fatto per anni, che tutto va bene, che i reati sono in calo, che la insicurezza è solo percepita e
Insomma che le cose, a Modena, nonostante i vari patti di Città Sicura, vadano sempre peggio è sotto gli occhi di tutti, basti vedere l’evidenza che, finalmente, ne danno i cauti organi di comunicazione modenesi; perfino TRC se ne è accorta.
PIU’ POLIZOTTI, PIU’ CARABINEIRI, PIU’ VIGILI…..E POI?
Ma siamo sicuri che la soluzione sia quella di avere più personale per la sicurezza? La maggioranza degli autori di reati di micro criminalità sono recidivi (ovvero “già conosciuti dalle forze dell’ordine”) spesso stranieri, spesso non regolari. Cosa vuol dire?
Dall’altra che, in Italia, non c’è assolutamente certezza della pena. Questo vuol dire essere razzisti e forcaioli?
No! Questo vuole semplicemente dire avere a cuore lo stato di diritto, quello garantito dalla costituzione. In Italia, ora, salvo pochi casi di sfortunati, l’unica cosa sicura e la certezza della NON pena. E su questo i governi degli ultimi decenni hanno fatto a gara… In una recente conferenza, a Modena, Lucio Caracciolo, direttore di Limes, la prestigiosa rivista di politica internazionale, ha affermato che in Italia, arrivano migrazioni spesso organizzate da governi collusi con questi traffici e che Algeria e Tunisia ci stanno mandando la schiuma delle loro carceri. Ed ecco cosa ha recentemente dichiarato De Francisci, Procuratore generale alla corte d’appello di Bologna: 'L'Italia non e' solo diventata un Paese importatore di detenuti stranieri, che preferiscono il nostro sistema a quello del loro Paese, ma diventerà ben presto una sorta di 'paradiso penale' per i latitanti rumeni e di tutti gli altri Paesi dell'Est'.
UNA VOLTA….
Una volta, in questa città, si potevano lasciare gli anziani in casa tranquilli, come tranquilli si poteva passeggiare nei parchi e per le strade; una volta, si potevano, al mattino, riaprire le attività commerciali, artigianali, agricole ed industriali pensando di trovare tutto come la sera prima. Una volta….
Una volta c’erano i sindaci; dialogavano con i cittadini e si occupavano del bene comune. Ora ci sono i sindaci sceriffi che fanno ordinanze che nessuno riesce a far rispettare. Una volta c’erano i vigili; dirigevano e controllavano il traffico, verificavano che nelle vetrine dei negozi fossero esposti i prezzi e che le costruzioni non fossero abusive. Ora abbiamo gli agenti della polizia municipale che queste cose non le fanno più; ognuno, per strada, fa quello che gli pare, mentre loro corrono dietro a spacciatori e controllano il territorio. Non vorrei apparire un patetico nostalgico, ma non sarebbe meglio che i vigili facessero i vigili e i Sindaci facessero i Sindaci?
Non sarebbe meglio che della sicurezza e dell’ordine pubblico se ne occupassero coloro che sono istituzionalmente deputati a questo compito e cioè le diverse forze di polizia? Non sarebbe cioè meglio che ognuno tornasse al suo posto e facesse ciò che deve fare?
E magari bene.
Franco Fondriest
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