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Sicurezza-Comitati: l'unione fa la forza

Sicurezza-Comitati: l'unione fa la forza

Tra decaloghi, controlli di vicinato e l'impotenza dei sindaci, diamo il benvenuto al nuovo questore


6 minuti di lettura

In questi giorni, ho visto un interessantissimo film sul tema della criminalità e della giustizia; si intitola Criminal land e racconta come in Messico, di fronte alla inerzia del governo , della polizia e della giustizia, si siano formati i “gruppi di autodifesa”; la pellicola racconta la storia del più importante di questi: il medico José Mireles, stanco dei massacri compiuti dai boss della droga, deluso dall’impotenza delle forze dell’ordine, si è ribellato alle violenze contro la popolazione e ha creato un esercito di vigilantes che combatte, armi alla mano, i soldati del cartello, tentando di sgominarne le attività illecite. I “Grupos de Autodefensas” si sono poi diffusi in tutto il Messico.

“Quando il governo non è in grado di proteggere gli innocenti dalle organizzazioni criminali, se ne occupano privati cittadini”: questo sembra essere il messaggio che emerge del documentario che invito tutti a vedere.

 

 Ma veniamo al tema di oggi.

La notizia è di questi giorni: ogni giorno a Modena 78 furti, 12 quelli in casa. La nostra provincia è terza a livello nazionale.

Forse non c’era bisogno di leggere questi dati oggettivi; la triste realtà è sotto gli occhi di tutti e, diciamo la verità, non se ne può più.

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Non se ne può più di stare barricati in casa, di chiudere in casa in nostri anziani, di vedere i nostri negozi depredati di notte (e di giorno), di vedere le nostre aziende, anche quelle agricole a cui regolarmente vengono sottratti i loro beni, di non poter più girare tranquilli nei parchi, di non poter passeggiare di sera, di non stare tranquilli quando si parcheggia la bici o l’auto. Non se ne può più….

E non servono a nulla  le continue rassicurazioni delle autorità cittadine.

E allora quali sono le risposte a questa situazione?

PIU’ POLIZIOTTI

Il 22 settembre 2017, il Sindaco di Modena ha scritto una lettera al ministro dell’interno Marco Minniti per chiedere maggiore collaborazione tra le forze dell’ordine e per sollecitare un potenziamento delle forze dell’ordine che in città sono sotto organico del 13%, come ha confermato il vice ministro degli Interni

   Va bene anche questo, ma il problema è un altro; la nostra costituzione prevede che le pene abbiano un fine riabilitativo, ma qui, in questa Italia, non ci sono né pene, né riabilitazione; lo leggiamo tutti i giorni, con rabbia, soprattutto da parte di chi ha subito un reato: molti “delinquenti” vengono arrestati, per poi, il giorno dopo fare marameo e riprendere tranquillamente la loro attività.

E molto spesso si tratta di “soggetti già conosciuti dalle forse dell’ordine”, o “pluripregiudicati” o altre salse simili. Sicuramente un bel disincentivo a rischiare la vita per catturare i delinquenti da parte delle forse dell’ordine. E non mi si dica del razzista, quando affermo che la microcriminalità è in mano, prima di tutto agli stranieri, poi a bande del sud ed, infine, marginalmente a qualche tossico nostrano. Ormai, si ruba o si rapina per 50 euro!

I DECALOGHI

“Parcheggiate l’auto ben in vista ed evitate di lasciare all’interno borse della spesa e oggetti di valore come cappotti, borse, portafogli, telefoni, computer, che non vanno mai riposti sotto ai sedili o nel bagagliaio. Se possibile recatevi ai cimiteri in compagnia e se vi trovate di fronte a fatti, comportamenti o persone sospette contattate le Forze dell’Ordine. . All’interno dei cimiteri è sempre bene non lasciare incustoditi oggetti di valore neppure per recarsi alle fontanelle, tenere il telefono cellulare a portata di mano e , in caso di scomparsa di oggetti come portalampade, fotografie o altro dalle lapidi dei propri cari”.

Ecco un nuovo recente vademecum, questa

volta per chi va al cimitero, contenuto in un comunicato stampa del Comune di Modena

 E così ci propinano i decaloghi come questo; ormai ce ne sono in tutte le salse e per ogni situazione.

L’importante è mandare un messaggio chiaro: in caso di reato subito, la colpa non è di chi deve provvedere alla sicurezza dei cittadini, ma dei cittadini stessi, perché non seguono in dettaglio i decaloghi.

Insomma , il classico scarica barile

E I GRUPPI DI VICINATO

Intanto, nascono i gruppi di controllo di vicinato, visti di buon occhio anche dalle amministrazioni di sinistra; a Modena sembra che siano già una dozzina, numero destinato ad aumentare.

Anche qui una riflessione è necessaria: abbiamo (meglio dire hanno) costruito una società basata sull’anonimato, sulla mobilità, sull’individualismo, distruggendo tutto quanto faceva coesione come i piccoli esercizi commerciali. E ora cosa si scopre?  Che la gente, nei palazzi, nelle strade e nei quartieri non si conosce nemmeno; di collaborare poi, non se ne parla.

 E allora inventiamo un surrogato delle ronde delle “camicie verdi” leghiste: il controllo di vicinato.

 Un surrogato basato sulla paura, non sulla solidarietà.

 Se queste sono le ricette italiane e modenesi, temo che non andremo da nessuna parte, salvo scalare ancora le classifiche, in modo tale da passare dalla medaglia di bronzo a quella d’oro.

  Con buona pace dei progetti di Barboliniana e Pighiana memoria sulla città sicura e dell’impegno dell’attuale sindaco di Modena.

Ma dove è la certezza della pena? Finora abbiamo la certezza del reato e non quella della punizione dei colpevoli; si riuscirà a recuperare la situazione o siamo già andati oltre la riga di demarcazione , superata la quale non si riesce più a tronare indietro?

Purtroppo, penso che sia così, nonostante le ripetute ed inutili rassicurazioni.

INTANTO I COMITATI MODENSI PER LA SICUREZZA SI RIUNISCONO

E così, a Modena, si è formata la Unione dei Comitati della sicurezza con l’obiettivo di dare maggior visibilità e forza alle loro iniziative.

  Una iniziativa giusta e meritoria nel deserto della politica; infatti, quasi nessun partito parla di quello che è certamente uno dei problemi che assillano maggiormente i cittadini; onestamente riconosco che lo fa solo la Lega, anche se nei lunghi periodo di governo non sembra aver fatto molto in questa direzione; e gli altri? Il Pd, solo immagine; la sinistra, troppo occupata sui temi del lavoro e dello jus soli; i cinquestelle? Non pervenuti. Insomma, i cittadini si sentono abbandonati.

DUE STORIE

Terminiamo con due storie che, in questi giorni, mi hanno colpito e che la dicono lunga sul funzionamento della giustizia.

  La prima riguarda la Sindaca Appendino che è stata indagata per i fatti di piazza San Carlo; con tutto lo stuolo di dirigenti e di comandanti incaricati di seguire queste cose, cosa c’entri la Sindaca è difficile da capire.

  La seconda riguarda la vicenda del dirigente scolastico del convitto di L’Aquila (unico) condannato a in via definitiva a quattro anni, di cui un mese e mezzo già scontato in carcere; gli sono stati contestati la mancata ristrutturazione dell'immobile e la mancanza di un piano di sicurezza. Friulano, era arrivato da pochi mesi nella scuola; che cosa avrebbe potuto fare lo sanno solo i giudici. Bravo quindi Mattarella a concedergli la grazia che gli consente, oggi, di tornare a fare il suo mestiere.

  Se questi sono i delinquenti……

Franco Fondriest

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