Nel destra, sinistra che si è aperto, se siamo Seri partiamo di qua. E andiamo oltre: occidente, democrazia, Europa e politica internazionale non sono elementi che si possono risolvere con una intervista.
Così come personale politico che compare familistico fino a tre generazioni, ex ministri dei guai economici e monetari, alleanze strane e fuori dalla Europa non sono elementi su cui si può scherzare così come rinunciare al PNRR, primo atto di solidarietà vera deciso dall'Europa.
Su questo il confronto deve essere duro e severo perché non può avvenire che si nomini un parlamento fotocopia e prodotto dalla pazzia di un comico, seguito da oltre il trenta per cento dei cittadini. Per quello che mi riguarda fuori dai social ho accettato di confrontarmi coi cittadini. Da 15 giorni con l'amico Guberti siamo in piazza. Oggi una vecchia prof mi ha detto salutandomi che farà di tutto per evitare che la artrosi la blocchi. Una altra ha buttato fuori tutta la cattiveria contro il mondo politico, e la maggior parte ammiccando di fronte al volantino senza certezza di andare a votare.
Per noi, io Guberti e gli altri tre compagni la maggiore fatica la abbiamo prodotta per chiarire la nostra scelta. L'Unità non è unificazione né perdita di identità, è applicazione della politica del socialismo europeo.
Il programma porta dentro i tre cardini della politica socialista: scuola e sanità, lavoro per tutti e per i giovani, diritti - e come mi ha suggerito la professoressa - legati indissolubilmente ai doveri. Educazione civica e lavoro di lima sulla famiglia.
Sul fatto che i socialisti sono costretti a votare un simbolo traino, relegando il simbolo dentro la magica parola 'progressista' è uscita un po' di ruggine. Scherzando ho detto: ma non siete contenti che per la prima volta in 70 anni i voti del PD servono ad eleggere i nostri deputati, c'è stato più silenzio che accettazione. Letta alla Festa della Unità lo ha detto chiaramente: in questa competizione il ruolo dei socialisti è fondamentale. Non è esploso un gran consenso a Modena.
Il primo che a, sinistra continua a sbeffegiare i socialisti, e a Modena c'è ne è qualcuno, siamo autorizzati a togliergli il saluto, oggi prima dei risultati finali. Noi facciamo quello che si può e avvenga ciò che deve avvenire. Un nostro padre nobile, sostenitore della unità a sinistra ce lo ha insegnato. E noi lo applichiamo.
Paolo Cristoni
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