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La Medicina Nucleare in oncologia: un convegno al Policlinico

La Medicina Nucleare in oncologia: un convegno al Policlinico

Domani si parla dell'importanza delle terapie mirate in campo oncologico. A Modena sono state già effettuate le prime sperimentazioni di terapie mirate


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I progressi della medicina nucleare in Oncologia sono al centro di un congresso organizzato al Policlinico di Modena dalla Struttura Complessa di Medicina Nucleare, diretta dal dottor Napoleone Prandini, e dalla Struttura Complessa di Oncologia, diretta da Stefano Cascinu (nella foto), domani e sabato presso l’Aula Magna del centro Didattico Interdipartimentale della Facoltà di medicina e Chirurgia (Policlinico, via del Pozzo). Scopo del convegno è di mettere a confronto i professionisti impegnati quotidianamente nella gestione del paziente oncologico, presentando le più recenti tecniche di target therapy, nell’intento definire i migliori percorsi diagnostico-terapeutici atti a prolungare e migliorare la qualità di vita dei pazienti. I lavori cominceranno alle 8,30 di domani e vedranno la partecipazione di professionisti dell’Azienda Ospedaliero – universitaria, sia dal Policlinico di Modena, sia dall’Ospedale Civile di Baggiovara, ed esperti da tutta Italia.

 “La moderna terapia oncologica – spiega Stefano Cascinu - ha fatto enormi progressi nel trattamento dei pazienti malati di cancro, grazie alla diffusione nella pratica clinica di <<terapie mirate>> basate sulla specificità di numerosi agenti antineoplastici in grado di modificare le funzioni cellulari del tumore (crescita, differenziazione e sopravvivenza cellulare, neo-angiogenesi)”.

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Questo approccio è diffuso anche in Radioterapia, dove sono proposte modalità sempre più mirate di trattare la lesione neoplastica, risparmiando i tessuti sani circostanti (IMRT, VIMAT, IGRT, etc.).  “Anche la medicina nucleare – conferma Napoleone Prandini - ha beneficiato dei progressi della <<target therapy>> in oncologia. Utilizzando, infatti, le stesse molecole marcate con opportuni radionuclidi si ottengono radio farmaci che, somministrati per via sistemica, possono eliminare contemporaneamente sia il sito primario del tumore che le sue replicazioni a distanza”.

 A Modena sono già stati trattati due pazienti portatori di linfomi indolenti con Ibritumomab (un anticorpo marcato con Ittrio90) mentre una decina di pazienti all’anno con tumore della prostata e della mammella sono trattati con radio223 per metastasi ossee nell’ambito di sperimentazioni e nella pratica clinica.

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