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Perché un'azienda che costruisce reti ha aiutato a organizzare il DevFest di Modena

Perché un'azienda che costruisce reti ha aiutato a organizzare il DevFest di Modena

Più della metà delle sessioni era dedicata all'intelligenza artificiale: che cosa cambia per le reti delle imprese


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Nei primi giorni di ottobre la Fondazione Collegio San Carlo ha ospitato la terza edizione del DevFest Modena, due giorni di conferenze tecniche che, secondo il conteggio degli organizzatori, hanno richiamato quasi settecento persone. Le 68 sessioni distribuite in otto sale sono state messe in piedi da quattro community di sviluppatori della zona, GDG Cloud Modena, Modena Full Stack, Reggio Emilia Full Stack e Modena.rb, con l'aiuto di una cinquantina di volontari. È la misura di quanto sia viva in città la comunità di chi lavora con il software, al punto da riuscire a organizzare da sola un evento di queste dimensioni.
Fra chi ha sostenuto l'evento c'era anche Netframe, system integrator IT di Modena, un'azienda nata nel 2022 che progetta e realizza reti e sistemi di comunicazione per le imprese dell'Emilia-Romagna. Netframe, che sostiene il DevFest fin dalla prima edizione del 2024, quest'anno era l'unico sponsor di livello Gold e il suo fondatore, Alessio Miranda, faceva parte dei cinque organizzatori. Per un'impresa che costruisce le reti su cui gira il software, senza scriverlo, la presenza in prima fila a una conferenza di sviluppatori può sembrare insolita, e l'azienda la spiega partendo dal suo mestiere.

 

Le reti su cui gireranno le applicazioni
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Secondo Netframe, ogni applicazione presentata sul palco del DevFest, prima di arrivare nelle mani di chi la userà, dovrà passare da switch, access point e firewall che qualcuno avrà progettato, installato e collaudato. Seguire da vicino quello che gli sviluppatori stanno costruendo serve quindi a capire con anticipo che cosa dovranno trasportare le reti delle aziende nei prossimi anni, così da farsi trovare pronti quando quei programmi entreranno negli uffici e nei capannoni della provincia.
Lo scambio è andato anche nell'altra direzione, perché chi passava allo stand faceva le domande che di solito arrivano dai clienti, per esempio perché il Wi-Fi di un capannone vada misurato o come si tenga separata la rete della produzione da quella degli uffici, con la differenza che a farle erano sviluppatori.

Il tempo dato a una comunità di volontari

La seconda ragione ha a che fare con la città. Il DevFest esiste perché un gruppo di persone dedica per mesi il proprio tempo libero a costruirlo, e quest'anno Netframe ha scelto di stare anche dentro quel gruppo, oltre che fra gli sponsor. «Un'azienda che lavora sul territorio ha nella comunità tecnica locale uno dei suoi punti di riferimento, e dare tempo e competenze a chi la anima è il modo più diretto per restituire qualcosa alla città in cui siamo nati», racconta Alessio Miranda.
Il rapporto con le community modenesi, del resto, non nasce con il DevFest: è cominciato nel 2019 con Modena Full Stack, una delle prime nate in città, e prosegue durante tutto l'anno con gli incontri che organizzano.

Che cosa dice il programma alle imprese modenesi

Più della metà delle sessioni, 36 su 68 secondo il programma pubblicato sul sito ufficiale del DevFest Modena, era dedicata all'intelligenza artificiale. Per Netframe è il segnale più utile da portare fuori dal Collegio San Carlo, perché riguarda anche le aziende che usano il software senza svilupparlo.
Nella lettura dell'azienda le conseguenze sulla rete sono tre. La prima riguarda il traffico, poiché gli agenti di intelligenza artificiale, cioè i programmi che svolgono compiti in autonomia, dialogano di continuo con servizi in cloud e con i sistemi interni: il collegamento verso l'esterno diventa più critico, e una rete pensata per la posta elettronica e il gestionale va rivista anche in termini di affidabilità. La seconda riguarda la sicurezza, perché un sistema che legge documenti e interroga altri programmi apre una nuova strada verso i dati aziendali, e dividere la rete in zone separate serve a limitare fin dove può arrivare.
La terza dipende dal luogo in cui l'AI lavorerà, visto che una parte dei modelli girerà su computer e server interni, con un carico che resterà sulla rete dell'azienda, Wi-Fi compreso.
«Il primo passo è un inventario, cioè sapere quali apparati compongono la rete e quali dati la attraversano, prima ancora di chiedersi se andrà potenziata», è il consiglio che Miranda ricava dai due giorni. «È un lavoro che un'impresa può avviare anche oggi, senza aspettare che l'intelligenza artificiale arrivi davvero sulle scrivanie.»

 

Domande Frequenti (FAQ)

Che cos'è un DevFest?

È una conferenza tecnica organizzata in modo indipendente dalle community locali dei Google Developer Group, i gruppi di sviluppatori presenti in molte città del mondo. È aperta a chiunque si interessi di software, dai professionisti agli studenti fino ai semplici appassionati.

Chi organizza il DevFest Modena?

L'evento fa capo a GDG Cloud Modena, che lo prepara insieme alle community Modena Full Stack, Reggio Emilia Full Stack e Modena.rb. L'edizione 2026 ha avuto il patrocinio del Comune di Modena.

Perché l'intelligenza artificiale riguarda anche la rete di un'azienda?

Perché i programmi di intelligenza artificiale scambiano dati di continuo con servizi esterni e sistemi interni: la rete deve garantire collegamenti più affidabili ed essere organizzata in zone separate, così da limitare le strade per arrivare alle informazioni aziendali.
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