Fra chi ha sostenuto l'evento c'era anche Netframe, system integrator IT di Modena, un'azienda nata nel 2022 che progetta e realizza reti e sistemi di comunicazione per le imprese dell'Emilia-Romagna. Netframe, che sostiene il DevFest fin dalla prima edizione del 2024, quest'anno era l'unico sponsor di livello Gold e il suo fondatore, Alessio Miranda, faceva parte dei cinque organizzatori. Per un'impresa che costruisce le reti su cui gira il software, senza scriverlo, la presenza in prima fila a una conferenza di sviluppatori può sembrare insolita, e l'azienda la spiega partendo dal suo mestiere.
Le reti su cui gireranno le applicazioni di domani
Secondo Netframe, ogni applicazione presentata sul palco del DevFest, prima di arrivare nelle mani di chi la userà, dovrà passare da switch, access point e firewall che qualcuno avrà progettato, installato e collaudato. Seguire da vicino quello che gli sviluppatori stanno costruendo serve quindi a capire con anticipo che cosa dovranno trasportare le reti delle aziende nei prossimi anni, così da farsi trovare pronti quando quei programmi entreranno negli uffici e nei capannoni della provincia.Lo scambio è andato anche nell'altra direzione, perché chi passava allo stand faceva le domande che di solito arrivano dai clienti, per esempio perché il Wi-Fi di un capannone vada misurato o come si tenga separata la rete della produzione da quella degli uffici, con la differenza che a farle erano sviluppatori.
Il tempo dato a una comunità di volontari
La seconda ragione ha a che fare con la città. Il DevFest esiste perché un gruppo di persone dedica per mesi il proprio tempo libero a costruirlo, e quest'anno Netframe ha scelto di stare anche dentro quel gruppo, oltre che fra gli sponsor. «Un'azienda che lavora sul territorio ha nella comunità tecnica locale uno dei suoi punti di riferimento, e dare tempo e competenze a chi la anima è il modo più diretto per restituire qualcosa alla città in cui siamo nati», racconta Alessio Miranda.Che cosa dice il programma alle imprese modenesi
Più della metà delle sessioni, 36 su 68 secondo il programma pubblicato sul sito ufficiale del DevFest Modena, era dedicata all'intelligenza artificiale. Per Netframe è il segnale più utile da portare fuori dal Collegio San Carlo, perché riguarda anche le aziende che usano il software senza svilupparlo.Nella lettura dell'azienda le conseguenze sulla rete sono tre. La prima riguarda il traffico, poiché gli agenti di intelligenza artificiale, cioè i programmi che svolgono compiti in autonomia, dialogano di continuo con servizi in cloud e con i sistemi interni: il collegamento verso l'esterno diventa più critico, e una rete pensata per la posta elettronica e il gestionale va rivista anche in termini di affidabilità. La seconda riguarda la sicurezza, perché un sistema che legge documenti e interroga altri programmi apre una nuova strada verso i dati aziendali, e dividere la rete in zone separate serve a limitare fin dove può arrivare.
«Il primo passo è un inventario, cioè sapere quali apparati compongono la rete e quali dati la attraversano, prima ancora di chiedersi se andrà potenziata», è il consiglio che Miranda ricava dai due giorni. «È un lavoro che un'impresa può avviare anche oggi, senza aspettare che l'intelligenza artificiale arrivi davvero sulle scrivanie.»
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