Il distretto ceramico di Sassuolo esporta l'82% della sua produzione. Le DOP e IGP dell'Emilia-Romagna valgono quasi 4 miliardi di euro e fanno della regione la prima esportatrice agroalimentare d'Italia. Nel primo trimestre 2026 la provincia di Modena ha movimentato 4,5 miliardi di euro di export complessivo, secondo la Camera di Commercio locale. Eppure, cercando un fornitore di lastre sinterizzate o di aceto balsamico tradizionale certificato su Google o su ChatGPT, i siti delle imprese modenesi quasi non compaiono.
Modena esporta 4,5 miliardi, ma online ceramica e agroalimentare non si trovano
Il distretto ceramico di Sassuolo esporta l'82% della sua produzione. Le DOP e IGP dell'Emilia-Romagna valgono quasi 4 miliardi di euro e fanno della regione la prima esportatrice agroalimentare d'Italia. Nel primo trimestre 2026 la provincia di Modena ha movimentato 4,5 miliardi di euro di export complessivo, secondo la Camera di Commercio locale. Eppure, cercando un fornitore di lastre sinterizzate o di aceto balsamico tradizionale certificato su Google o su ChatGPT, i siti delle imprese modenesi quasi non compaiono.
Non è un'impressione: verifiche condotte su motori di ricerca e piattaforme AI nel corso del 2026 restituiscono soprattutto annunci di lavoro, pagine di fiere e intermediari internazionali.
I produttori del territorio non ci sono.I buyer cercano online prima di chiamare
I percorsi di acquisto B2B sono cambiati. Secondo gli studi di Deloitte sulla manifattura avanzata, oltre l'80% inizia da un canale digitale. E sempre più spesso quel canale è un assistente AI: ChatGPT, Perplexity o Google Gemini, a cui si chiede direttamente quale fornitore contattare per un determinato prodotto o lavorazione.
Chi non compare in quelle risposte non viene preso in considerazione. La visibilità sui motori generativi richiede un approccio diverso dalla SEO tradizionale: non basta posizionarsi su Google, bisogna essere riconoscibili come fonte autorevole dai modelli di intelligenza artificiale. Una disciplina che nel settore si chiama GEO, Generative Engine Optimization.
Ceramica e agroalimentare: due settori con lo stesso problema
Il distretto ceramico tratta con buyer tecnici che cercano online parametri precisi: classi antiscivolo, certificazioni EPD, formati delle lastre, valori di planarità. Se queste informazioni sono sepolte in PDF o dentro immagini che i motori di ricerca non riescono a leggere, il sito resta una brochure digitale. I concorrenti internazionali che pubblicano gli stessi dati in pagine web strutturate vengono citati al posto dei produttori di Sassuolo e Fiorano Modenese.
Per l'agroalimentare DOP e IGP il rischio è ancora più diretto.
Le PMI modenesi e l'AI: un'adozione ancora informale
Una ricerca Nomisma-UniCredit dell'ottobre 2026, condotta su oltre 200 imprese con 10-250 addetti nelle filiere Machinery, Agrifood e Motor Valley, fotografa il ritardo: due PMI su tre non usano l'intelligenza artificiale in modo strutturato. Il 45% si ferma a un uso informale, affidato ai singoli dipendenti. Solo il 4% ha integrato l'AI nel proprio modello di business.
Il primo ostacolo è la mancanza di competenze interne, indicata dal 50% delle imprese. Il secondo è non vedere un beneficio misurabile: il 36% non sa ancora cosa potrebbe cambiare concretamente. Il 45% di chi non ha ancora avviato nulla prevede di farlo entro due anni — ma nel commercio online i mercati non aspettano. Agenzie specializzate come Uneven Lab, con sede a Modena, lavorano con le PMI del territorio su questo passaggio: non sull'adozione generica dell'AI, ma sulla visibilità commerciale concreta — essere trovati dai buyer internazionali
Il primo passo
La verifica più immediata è cercare su ChatGPT o Perplexity il proprio prodotto con le parole che userebbe un buyer estero. Se l'azienda non compare, il problema è strutturale. Per il ceramico si parte dai dati tecnici: fuori dai PDF, dentro le pagine web. Per l'agroalimentare si parte dalla dichiarazione esplicita di territorio, consorzio e disciplinare, nelle lingue dei mercati di destinazione.
Le imprese modenesi che si muovono adesso hanno ancora un vantaggio reale: su questo fronte, la concorrenza locale non si è ancora mossa.
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