'L'autotrasporto per le sue caratteristiche è da sempre oggetto delle attenzioni delle mafie che vedono in questo mondo un modo funzionale per riciclare denaro, accedere a ingentissime risorse pubbliche e per gestire capillarmente tutta la filiera logistica delle merci di ogni tipo - spiega Cinzia Franchini -. La progressiva deprofessionalizzazione della categoria ha aggravato la situazione e adesso, con gli enormi problemi già presenti, si concede la certificazione antimafia anche ad aziende palesemente in odore di mafia. La scelta della Commissione Trasporti riflette quella che - a voler pensare bene - è una colpevole disattenzione alla realtà fragile dell'autotrasporto italiano. Impossibile, invece parlare di disattenzione, per le associazioni di categoria che siedono all'Albo e che saranno chiamate a valutare questo emendamento. I referenti storici delle principali associazioni, da decenni in sella agli enti che governano, sanno benissimo cosa significhi questo passaggio e quali ulteriori voragini possa portare con sé, ma non diranno nulla confermando, ancora una volta, la loro volontà di stare sempre col più forte e non certo con quegli autotrasportatori che eroicamente resistono alle tenaglie dell' illegalità e della concorrenza selvaggia. Oggi il più forte è il ministro Salvini e la sua ossessione rispetto alla realizzazione del Ponte sullo Stretto, anche a costo di allargare le maglie dei controlli, e le associazioni evidentemente fanno a gara a compiacerlo'.
'Antimafia, Commissione Trasporti allenta maglie dei controlli sull'autotrasporto: scelta gravissima'
Franchini: 'I referenti storici delle principali associazioni, da decenni in sella agli enti che governano, sanno benissimo cosa significhi questo passaggio'
'L'autotrasporto per le sue caratteristiche è da sempre oggetto delle attenzioni delle mafie che vedono in questo mondo un modo funzionale per riciclare denaro, accedere a ingentissime risorse pubbliche e per gestire capillarmente tutta la filiera logistica delle merci di ogni tipo - spiega Cinzia Franchini -. La progressiva deprofessionalizzazione della categoria ha aggravato la situazione e adesso, con gli enormi problemi già presenti, si concede la certificazione antimafia anche ad aziende palesemente in odore di mafia. La scelta della Commissione Trasporti riflette quella che - a voler pensare bene - è una colpevole disattenzione alla realtà fragile dell'autotrasporto italiano. Impossibile, invece parlare di disattenzione, per le associazioni di categoria che siedono all'Albo e che saranno chiamate a valutare questo emendamento. I referenti storici delle principali associazioni, da decenni in sella agli enti che governano, sanno benissimo cosa significhi questo passaggio e quali ulteriori voragini possa portare con sé, ma non diranno nulla confermando, ancora una volta, la loro volontà di stare sempre col più forte e non certo con quegli autotrasportatori che eroicamente resistono alle tenaglie dell' illegalità e della concorrenza selvaggia. Oggi il più forte è il ministro Salvini e la sua ossessione rispetto alla realizzazione del Ponte sullo Stretto, anche a costo di allargare le maglie dei controlli, e le associazioni evidentemente fanno a gara a compiacerlo'.
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