‘Da tempo ormai la concorrenza al ribasso che ha messo in ginocchio il settore dell’autotrasporto è infatti praticata da aziende italianissime che tentano, spesso con successo, di aggirare in ogni modo la normativa per praticare prezzi sempre più stracciati ai committenti - spiega Cinzia Franchini -. Se pensiamo dunque che il problema sia legato agli autotrasportatori stranieri, non abbiamo capito la dimensione e la portata di quello che sta accadendo nel nostro settore. La normativa stringente e superata viene continuamente bypassata e i committenti non si fanno alcuna domanda davanti a servizi offerti a costi irrisori rispetto ai carichi di lavoro e ai costi aziendali. E’ evidente che questo contesto rappresenta sempre più un terreno fertile per la criminalità organizzata che può estendere il suo controllo su aziende che non riescono più a stare in un mercato così inquinato e che vengono usate come semplici ‘lavanderie’ di denaro riciclato. In tutto questo il vero argine dovrebbe essere rappresentato da una vera rete tra imprenditori, favorita da un ruolo attivo da parte delle associazioni di categoria. Invece abbiamo viceversa a che fare con un settore sempre più diviso e con associazioni impegnate a sopravvivere a loro stesse intercettando e drenando una parte dei cospicui aiuti che il governo assegna al mondo dell’autotrasporto’.
'Autotrasporto, il problema vero non riguarda i vettori stranieri'
Franchini (Ruote Libere): 'Da tempo la concorrenza al ribasso che ha messo in ginocchio il settore dell'autotrasporto è infatti praticata da aziende italiane'
‘Da tempo ormai la concorrenza al ribasso che ha messo in ginocchio il settore dell’autotrasporto è infatti praticata da aziende italianissime che tentano, spesso con successo, di aggirare in ogni modo la normativa per praticare prezzi sempre più stracciati ai committenti - spiega Cinzia Franchini -. Se pensiamo dunque che il problema sia legato agli autotrasportatori stranieri, non abbiamo capito la dimensione e la portata di quello che sta accadendo nel nostro settore. La normativa stringente e superata viene continuamente bypassata e i committenti non si fanno alcuna domanda davanti a servizi offerti a costi irrisori rispetto ai carichi di lavoro e ai costi aziendali. E’ evidente che questo contesto rappresenta sempre più un terreno fertile per la criminalità organizzata che può estendere il suo controllo su aziende che non riescono più a stare in un mercato così inquinato e che vengono usate come semplici ‘lavanderie’ di denaro riciclato. In tutto questo il vero argine dovrebbe essere rappresentato da una vera rete tra imprenditori, favorita da un ruolo attivo da parte delle associazioni di categoria. Invece abbiamo viceversa a che fare con un settore sempre più diviso e con associazioni impegnate a sopravvivere a loro stesse intercettando e drenando una parte dei cospicui aiuti che il governo assegna al mondo dell’autotrasporto’.
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