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Guiglia: 'Radici oltreoceano', quando l’Appennino incontra il Cile

Guiglia: 'Radici oltreoceano', quando l’Appennino incontra il Cile

Una mostra al Castello dei Montecuccoli racconta l’emigrazione modenese e apre nuove prospettive per il territorio


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Dall’Appennino modenese al Sud America, dalle case in pietra ai villaggi cileni: è un viaggio lungo più di un secolo quello che sabato 5 settembre 2026 approderà al Castello dei Montecuccoli di Guiglia con la mostra “La salvaguardia delle diversità culturali: l’emigrazione dall’Appennino Modenese in Cile”. Un percorso che intreccia memoria, identità e trasformazioni sociali, riportando alla luce le storie di chi, tra fine Ottocento e Novecento, lasciò i paesi dell’Appennino per cercare fortuna oltreoceano.

L’iniziativa, parte del progetto “Radici oltreoceano – Migrazioni, memoria e identità dell’Appennino”, nasce dalla collaborazione tra il Dipartimento di Giurisprudenza e il CRID dell’Università di Modena e Reggio Emilia, insieme all’Accademia “Lo Scoltenna”. Una rete che ha coinvolto anche oltre 150 studenti, chiamati a confrontarsi con i temi della memoria_storica, dell’emigrazione e delle trasformazioni delle comunità locali.

La mostra ricostruisce, attraverso documenti, fotografie e testimonianze, le vicende degli emigranti modenesi in Cile: le partenze difficili, il lavoro duro, la costruzione di nuove comunità capaci di conservare dialetti, tradizioni e valori familiari. Un patrimonio che, come ricorda il sindaco di Guiglia Iacopo Lagazzi, appartiene ancora oggi alla comunità: «Il legame con il Cile è parte della nostra identità. Dal 1999 siamo gemellati con Purén, dove vivono molti discendenti delle famiglie partite dall’Appennino.
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Raccontare queste storie significa riconoscere un’eredità culturale viva, che parla alle nuove generazioni».

Per la Project Manager Maurizia Gherardi, il progetto è anche un ponte verso il futuro: «La memoria dell’emigrazione è un patrimonio umano prezioso. Oggi la sfida è trasformarlo in una risorsa concreta attraverso il Turismo delle Radici, un turismo lento e sostenibile che porta i viaggiatori nei borghi d’origine alla ricerca delle proprie radici. Solo facendo rete tra istituzioni, imprese e comunità all’estero possiamo generare nuove opportunità per il nostro territorio».

La mostra, infatti, è parte di un progetto territoriale diffuso che coinvolge anche Fanano, Zocca e Montefiorino, creando una rete stabile attorno alla memoria dell’emigrazione. L’appuntamento di Guiglia rientra inoltre nella tappa Valle Panaro del festival IT.A.CÀ – dedicato al turismo responsabile – che unisce diversi Comuni in un percorso condiviso di valorizzazione del territorio. «Il festival è la cornice ideale per un’iniziativa come questa – sottolinea l’assessore al Turismo Paolo Parenti – perché permette ai visitatori di vivere un’esperienza autentica, legata alla storia locale e ai luoghi simbolo come il Castello dei Montecuccoli».

Il progetto è sostenuto da una vasta rete istituzionale: Regione Emilia-Romagna, Fondazione di Modena, Ente Parchi
Emilia Centrale, Provincia di Modena e numerosi Comuni e realtà private del territorio.
L’inaugurazione ufficiale è in programma sabato 5 settembre 2026 alle 16.30, alla presenza delle istituzioni e dei promotori del progetto. Un’occasione per riscoprire un pezzo di storia collettiva e, allo stesso tempo, per immaginare nuove forme di sviluppo culturale e sociale a partire dalle radici che uniscono l’Appennino al mondo.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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