L’iniziativa, parte del progetto “Radici oltreoceano – Migrazioni, memoria e identità dell’Appennino”, nasce dalla collaborazione tra il Dipartimento di Giurisprudenza e il CRID dell’Università di Modena e Reggio Emilia, insieme all’Accademia “Lo Scoltenna”. Una rete che ha coinvolto anche oltre 150 studenti, chiamati a confrontarsi con i temi della memoria_storica, dell’emigrazione e delle trasformazioni delle comunità locali.
La mostra ricostruisce, attraverso documenti, fotografie e testimonianze, le vicende degli emigranti modenesi in Cile: le partenze difficili, il lavoro duro, la costruzione di nuove comunità capaci di conservare dialetti, tradizioni e valori familiari. Un patrimonio che, come ricorda il sindaco di Guiglia Iacopo Lagazzi, appartiene ancora oggi alla comunità: «Il legame con il Cile è parte della nostra identità. Dal 1999 siamo gemellati con Purén, dove vivono molti discendenti delle famiglie partite dall’Appennino. Raccontare queste storie significa riconoscere un’eredità culturale viva, che parla alle nuove generazioni».
Per la Project Manager Maurizia Gherardi, il progetto è anche un ponte verso il futuro: «La memoria dell’emigrazione è un patrimonio umano prezioso. Oggi la sfida è trasformarlo in una risorsa concreta attraverso il Turismo delle Radici, un turismo lento e sostenibile che porta i viaggiatori nei borghi d’origine alla ricerca delle proprie radici. Solo facendo rete tra istituzioni, imprese e comunità all’estero possiamo generare nuove opportunità per il nostro territorio».
La mostra, infatti, è parte di un progetto territoriale diffuso che coinvolge anche Fanano, Zocca e Montefiorino, creando una rete stabile attorno alla memoria dell’emigrazione. L’appuntamento di Guiglia rientra inoltre nella tappa Valle Panaro del festival IT.A.CÀ – dedicato al turismo responsabile – che unisce diversi Comuni in un percorso condiviso di valorizzazione del territorio. «Il festival è la cornice ideale per un’iniziativa come questa – sottolinea l’assessore al Turismo Paolo Parenti – perché permette ai visitatori di vivere un’esperienza autentica, legata alla storia locale e ai luoghi simbolo come il Castello dei Montecuccoli».
Il progetto è sostenuto da una vasta rete istituzionale: Regione Emilia-Romagna, Fondazione di Modena, Ente Parchi
L’inaugurazione ufficiale è in programma sabato 5 settembre 2026 alle 16.30, alla presenza delle istituzioni e dei promotori del progetto. Un’occasione per riscoprire un pezzo di storia collettiva e, allo stesso tempo, per immaginare nuove forme di sviluppo culturale e sociale a partire dalle radici che uniscono l’Appennino al mondo.

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