Il famoso fotografo, oggi 87enne - che questo pomeriggio terrà un workshop a Grisù - passando in rassegna le sue celebratissime foto, esposte negli scenari dell'antica chiesa, ha rivelato alcuni dei suoi ultimi lavori: la collaborazione con Lamborghini, sulla cui storia sono in corso le riprese proprio nel territorio ferrarese, e l'idea di realizzare un progetto sulla 'Quinta strada', tra foto e testi letterari, e con un chiaro riferimento anche al film del 1926 di Robert Vignola. Un progetto che condivide con un altro grande della fotografia, Italo Zannier ('io vorrei fare le foto, lui i testi'), che ha esposto, proprio nei mesi scorsi, al Padiglione di arte contemporanea di Ferrara. Su proposta dell'assessore Gulinelli è nata l'idea di utilizzare come scenario, al posto di New York, Ferrara e il suo corso Ercole I d'Este. Un'idea accolta con favore dallo stesso Fontana: 'Molto interessante, ne parlerò con Italo', ha detto. Parlando di futuro c'è stato spazio anche per una riflessione sull'avvento del digitale: 'Il mondo non si ferma - ha detto Fontana -. Il progresso nasce da sempre con una 'bestemmia', quando nacque l'ottica con messa a fuoco automatica furono mugugni. Ma oggi la pellicola è archeologia. Photoshop? A me non interessa come hai fatto una cosa ma perché l’hai fatta. Le 'fontanate' le hanno fatte in tanti, riprendendo i miei lavori, e forse anche io qualche volta, ma io le ho fatte per primo. Per me la fotografia creativa rappresenta l'esistenza come metafora'. A Fontana sono arrivate le congratulazioni anche di Giacomo Brini di Riaperture: 'Ho sempre ammirato i suoi scatti e avere a Ferrara, oggi, un grande Maestro è bellissimo. Ho fatto tante foto in vita mia, ma l'occhio che ha lui sulla realtà è unico'.
Nella foto, Franco Fontana, nel corso della sua visita alla chiesa di San Giuliano, a Ferrara

