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Jazz Open, Mezzetti porta a Modena i big della musica internazionale

Jazz Open, Mezzetti porta a Modena i big della musica internazionale

Da Gregory Porter e Diana Krall alle uniche date italiane di Moby e Jean-Michel Jarre, passando per Jamie Cullum, Joss Stone, Luca Carboni


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E' stata presentata ieri in Regione la prima edizione italiana di uno dei festival musicali più importanti d’Europa che da 30 anni si svolge a Stoccarda in Germania e che ora arriva a Modena.

Jazz Open Modena si terrà dal 13 al 18 luglio, a presentare l'evento, insieme alle assessori Gessica Allegni e Roberta Frisoni, il sindaco di Modena Massimo Mezzetti, l’ideatore e direttore artistico del festival Jürgen Schlensog, il direttore generale Marco Broll e Luca Bazzani, Ceo di System Ceramics.

Un programma che vede grandi artisti internazionali da Gregory Porter e Diana Krall alle uniche date italiane di Moby e Jean-Michel Jarre, passando per Jamie Cullum, Joss Stone, Luca Carboni e molti altri e che abbraccia jazz, pop, soul, rock ed elettronica, per un pubblico davvero trasversale.

Gli Open Stages nel Giardino Ducale Estense, propongono concerti gratuiti con sei artisti selezionati e sostenuti da Emilia-Romagna Music Commission.


'Oggi facciamo un ulteriore passo per spiegare ai modenesi e a tutti coloro che ci raggiungeranno nella settimana tra il 13 il 18 luglio cosa li aspetterà: grandi nomi del panorama musicale e una piazza Roma trasformata per una settimana in una grande area concerti dall'impatto molto suggestivo – dichiara Massimo Mezzetti -. Siamo orgogliosi che Jazz Open si svolga a Modena e forti del grande sostegno che questo progetto ha avuto sia dalla Regione Emilia-Romagna, che dalla nostra Camera di Commercio, che da importantissime aziende.

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Essere qui, nella sede della Regione, a presentare per la prima volta tutto il programma completo per me ha il significato di un ulteriore salto che Modena si sta preparando a fare: quello di una città che si caratterizza sempre più sulla cultura e sull'offerta di qualità'. 


'La formula di Jazz Open è sempre stata quella di un festival aperto, capace di parlare a pubblici diversi e di trasformare la città che lo ospita in un grande palcoscenico – affermano il direttore artistico Jürgen Schlensog e Marco Broll, direttore generale del festival - a Modena non ci saranno soltanto concerti straordinari in Piazza Roma, ma una settimana intera di musica che attraverserà luoghi, generi e generazioni. Dai grandi nomi internazionali ai concerti gratuiti degli artisti degli Open Stages, vogliamo che ogni cittadino e ogni visitatore possa trovare il proprio modo di vivere il festival. Questo è il vero spirito di Jazz Open: portare la musica nel cuore della città e renderla un'esperienza condivisa'. 


L'agenda


Si parte il 13 luglio con Gregory Porter, una delle più autorevoli voci del jazz contemporaneo e vincitore di

due Grammy Awards, e Diana Krall, tra le interpreti più eleganti e riconoscibili della scena jazz mondiale, artista che ha contribuito come poche altre a riportare il vocal jazz al centro del panorama internazionale, che nella sua carriera ha conquistato  2 Grammy, 10 Juno, 9 dischi d’oro, 3 di platino e 7 multi-platino;  il 14 luglio arriva a Modena per la sua unica data italiana dopo anni di assenza dal nostro paese, Moby il musicista che ha portato l'elettronica al centro della cultura pop globale grazie a lavori seminali come Play, vendendo oltre 20 milioni di dischi nel mondo; il 15 luglio salgono sul palco  Parov Stelar, il produttore austriaco che ha trasformato jazz e swing in un fenomeno da dancefloor, e Meute, l'esplosiva e rivoluzionaria techno marching band tedesca che ha conquistato il mondo reinterpretando la techno con fiati e percussioni;  il 16 luglio tocca al  funambolo del jazz-pop britannico Jamie Cullum, l'artista che ha avvicinato una nuova generazione al jazz grazie a una personale miscela di virtuosismo, energia rock e sensibilità pop, e a Joss Stone, tra le più iconiche soul singer del nuovo millennio, erede contemporanea della grande tradizione soul e rhythm & blues, che vanta oltre 15 milioni di album venduti nel mondo, 1 Grammy, 2 Brit Awards; il 17 luglio si torna in Italia con Luca Carboni, tra i protagonisti della canzone italiana degli ultimi quarant'anni e autore
di alcune delle pagine più amate della nostra musica, mentre il 18 luglio nel pieno delle celebrazioni per i 50 anni di Oxygène, l’album del 1976 che ha rivoluzionato l’elettronica strumentale vendendo oltre 18 milioni di copie nel mondo, chiude il festival l’unica data italiana di Jean-Michel Jarre, il visionario pioniere della musica elettronica e dei grandi spettacoli audiovisivi immersivi, protagonista da decenni di concerti-evento che hanno ridefinito il rapporto tra musica, tecnologia e spazio urbano. 


Il Baluardo ospiterà invece la programmazione più propriamente jazz del festival, con alcuni tra i protagonisti più interessanti della scena internazionale contemporanea: Emma Smith, una delle voci più brillanti del jazz britannico, il 13 luglio; Francesca Tandoi, tra le pianiste europee più apprezzate della sua generazione, il 14 luglio; Andrea Sabatino, trombettista capace di coniugare tradizione jazz e sensibilità contemporanea, il 15 luglio; i Mammal Hands, il trio inglese che ha ridefinito i confini del jazz intrecciandolo con minimalismo ed elettronica, il 16 luglio; Aaron Parks, tra i pianisti più influenti e innovativi del jazz contemporaneo, il 17 luglio; e infine Hervé Samb & Band, il chitarrista senegalese pioniere del jazz sabar, originale punto d'incontro tra la libertà dell'improvvisazione jazz e le tradizioni musicali dell'Africa occidentale, il 18 luglio.


Il Giardino Ducale Estense, con i suoi viali alberati e la scenografica Palazzina Vigarani, infine, sarà il luogo degli Open Stages – concerti gratuiti degli artisti che spingono maggiormente l’acceleratore sul piano dell’innovazione, della ricerca, della contaminazione. Qui il jazz dialoga con elettronica, club culture, sonorità tradizionali, ricerca timbrica, songwriting e arti visive attraverso i percorsi di alcuni tra gli artisti più interessanti del panorama italiano e internazionale: dall'immaginario cinematografico e rétro del polistrumentista Alex Fernet sul palco il 13 luglio, all'electro-punk militante di R.Y.F. il 14 luglio, passando per il cortocircuito sonoro tra bossa nova, anti-folk ed egg punk degli Sleap-e il 15 luglio. Completano il programma le architetture elettroacustiche della sassofonista Laura Agnusdei in scena il 16 luglio, le esplorazioni tra house, hip hop e black music di Godblesscomputers il 17 luglio e l'universo transmediale dei C'Mon Tigre, collettivo di culto capace di fondere elettronica, jazz, afrobeat e ricerca visiva in un linguaggio unico e riconoscibile, il 18 luglio. 

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