La proiezione sarà accompagnata da un incontro con alcuni dei protagonisti del progetto: il poeta e docente universitario Alberto Bertoni, l’editore e semiologo Beppe Cottafavi, la regista Enza Negroni e il giornalista Stefano Asprea, ideatore del documentario. Prodotto dalla Regione Emilia-Romagna per le celebrazioni dei settant’anni dalla nascita dello scrittore, il film – della durata di circa un’ora – è diretto da Michael Petrolini, con produzione esecutiva di D.E-R Documentaristi Emilia-Romagna, in collaborazione con il Comune di Correggio e il Centro documentazione Pier Vittorio Tondelli.
'La storia, la figura, il lavoro di Tondelli è parte integrante del nostro territorio – spiega l’assessore alla Cultura Andrea Bortolamasi -; i suoi testi, i suoi scritti sono quanto mai attuali e raccontano, a volte anticipandone i tempi, le trasformazioni e le contraddizioni della contemporaneità. Un autore che è sempre stato nel suo presente con una innata curiosità, una voglia di mischiarsi, di scoprire. Il documentario rappresenta un omaggio e una forma di ricordo a Tondelli e alla sua storia, indissolubilmente legata ai nostri territori'.
Attraverso letture, immagini e ricordi, “VIVA Tondelli” costruisce un racconto corale dello scrittore che seppe raccontare come pochi altri il passaggio tra due epoche, osservando la provincia emiliana con uno sguardo insieme intimo e internazionale. Una geografia culturale che si muove “fra la via Emilia e il West”, ma anche lungo l’asse sud-nord della Modena-Brennero, verso un’Europa che nei suoi libri diventa spazio di viaggio, trasformazione e scoperta.
Il documentario raccoglie testimonianze originali di scrittori, musicisti e artisti che con Tondelli hanno condiviso un’epoca o che dalla sua opera hanno tratto ispirazione: Alberto Bertoni, Enrico Brizzi, Vinicio Capossela, Licia Lanera, Luciano Ligabue, NicoNote, Massimo Zamboni, insieme ai ricordi familiari del fratello Giulio Tondelli e della madre Giuliana Belelli.
Nel film riemerge così il ritratto di uno scrittore profondamente legato alla propria terra. Tondelli si definiva infatti “profondamente emiliano”, legato alle sue origini con quella miscela di generosità, esuberanza e malinconia che riconosceva nei personaggi della sua terra.
Il documentario restituisce anche il ritratto di un intellettuale attento alle nuove generazioni. Rimangono vivi i consigli che Tondelli rivolse agli aspiranti scrittori sulle pagine di Linus nel 1985: raccontare il proprio mondo, scrivere come si parla, evitare giudizi e piagnistei, trasformare l’esperienza personale in una storia capace di diventare universale. Da quell’attenzione nasceranno anche le raccolte per autori Under 25 pubblicate da Transeuropa, che contribuì a far emergere nuovi talenti.

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