'Lo ricordano i modenesi. Lo storico stabilimento Stanguellini, la superstite matrice della celebrata vocazione motoristica della città, era stato voluto da un saggio piano regolatore destinato ad attrezzature collettive. Ma poi un accordo di pianificazione negoziato con il Comune dalla proprietà (indifferente alla gloriosa memoria della famiglia) portò alla variante che sopprime quella destinazione e lì dove ancora stanno dal 1912/1926 i capannoni seriali prevede un grosso edificio residenziale, cinque o sei piani fuori terra. La soprintendenza (poteva mancare?) assecondò come poteva l’operazione. Italia Nostra, Legambiente e WWF si opposero allora (fecero pure una conferenza stampa), ma inutilmente, a quella variante che sanziona il cedimento della pubblica amministrazione comunale alla convenienza della privata proprietà. E il luogo urbano depositario di una gloriosa memoria sarà schiacciato dagli appartamenti di lusso. E’ la ruota della storia, si dirà'. La triste analisi arriva da Italia Nostra Modena. Che in una nota ricorda pure le osservazione al Poc-Rue del Comune di Modena presentate nel 2009.

'L’Officina Stanguellini fu realizzata unitamente alla casa padronale secondo un progetto unitario del 1912, di elegante gusto liberty, che può essere apprezzato anche negli elaborati grafici conservati nell’Archivio Comunale. Il confronto con lo stato attuale conferma la perfetta conservazione dell’edificio originario in cui prese avvio anche l’attività di “scuderia”. Con lo sviluppo dell’attività si resero necessari due successivi importanti ampliamenti dell’officina, il primo nel 1926 e quello conclusivo nel 1939/40 che conformò il fronte su via Sghedoni.
Il complesso edilizio formato dalla casa e dall’officina deve quindi essere apprezzato per i profili architettonico e tipologico, ma anche e soprattutto tenuto in altissima considerazione quale documento unico, e perciò di straordinaria importanza testimoniale, degli esordi della meccanica automobilistica a Modena - affermava Italia Nostra -. La sua demolizione sarebbe un imperdonabile atto di spregio nei confronti di una pagina decisiva nella crescita della cultura meccanica e motoristica di cui la nostra città va giustamente orgogliosa'.

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