Un enorme problema per l'industria ceramica italiana che ha il cuore a Sassuolo e per chi di questi materiali necessari per la produzione, la rifornisce. Tra i soggetti di maggiore esperienza e di peso nel settore, per il comprensorio di Sassuolo, c'è Andrea Barillaro, titolare della Baan Industrial Raw Material. Nel suo ufficio di Colombaro ci sono campioni di tutti i materiali che servono alla produzione ceramica: oltre ad argilla e caolino, Feldspato, Sabbie e quarzi, Ossido di cerio, Ossidi coloranti, Corpi macinanti, Ulexite, Talco puro, Carbonati. Materiali che Barillaro individua e importa da cave in tutto il mondo. Accordandosi con i fornitori direttamente per poi organizzare il trasporto via nave fino al porto di Ravenna dove il materiale viene stoccato e poi trasportato su camion via terra fino a Sassuolo. Per farsi una idea, per alimentare il comprensorio sassolese, al porto di Ravenna arrivavano dall'Ucraina due navi da 15.000 tonnellate di argilla la settimana per un totale di 120.000 tonnellate al mese. Materiale molto chiaro, di ottima qualità ed economico. Ora dall'Ucraina il totale è zero. Difficile anche per chi come Barillaro è sul mercato da anni e conosce altre vie del mondo per rifornirsi di materiale, affrontare questa situazione. Le forniture da altri Paesi, non sono sufficienti per compensare l'assenza di tali quantità, e costano molto di più. Ora si è ritornati al pre anni '90 per l'argilla rifornendosi dalle cave tedesche ma la Germania non ha più la rete logistica di una volta, ovvero prima che il mercato si orientasse verso l'Ucraina, e oggi mancano container e camion, almeno quelli sufficienti per trasferire il materiale richiesto per compensare lo stop dall'Ucraina. Poi c'è la questione prezzi. Alla fonte e per il trasporto. Questi salgono a vista d'occhio.
Gianni Galeotti



