E se il luogo ora formalmente centro culturale, non è e non può essere luogo di culto, i segnali che potrebbero farlo vivere come tale, ci sarebbero tutti.
Nella sua risposta l'interrogazione firmata dal consigliere del gruppo misto Giuseppe Vandelli di recente entrato in Futuro NazionaIe, il sindaco ha di fatto confermato indirettamente, parlando di una regolarizzazione della situazione, di una serie di abusi già esistenti e contestati nei nuovi spazi.
Mesini ha ricostruito l’iter amministrativo: l’associazione ha comunicato la rimozione delle opere non autorizzate il 26 gennaio 2026, e un sopralluogo della Polizia Locale del 4 febbraio ha confermato l’eliminazione dell’arcata in cartongesso, delle pareti mobili e del piano cottura. Da un punto di vista edilizio, il fascicolo è stato chiuso, ma ci sono altri aspetti da verificare.
Nel sopralluogo sono stati trovati materassini a terra e un baldacchino, elementi che richiamano l’uso dello spazio per la preghiera. Mesini ha scelto una linea prudente, riconoscendo la presenza degli arredi ma senza trarne conclusioni definitive. Ha però annunciato che i controlli continueranno e che eventuali violazioni della destinazione d’uso saranno oggetto di nuovi provvedimenti.
Il consigliere Giuseppe Vandelli, autore dell’interrogazione, sostiene che l’uso improprio dei locali non sia mai cessato. Ha ricordato che già nel 2025 un sopralluogo serale aveva documentato persone 'presumibilmente raccolte in preghiera' e che, nonostante la rimozione delle difformità edilizie, gli arredi compatibili con la preghiera sono rimasti. Per Vandelli, la questione non è più tecnica ma politica: se il locale continua a essere utilizzato come luogo di culto, perché il Comune non applica gli strumenti previsti dalla legge, compresa l’eventuale acquisizione dell’immobile in caso di inottemperanza?



