'Su Aimag ora è necessario tracciare una linea di demarcazione netta. I sindaci votano nelle assemblee societarie, ma non sono i proprietari di Aimag. Sono rappresentanti temporanei dei soci pubblici, cioè i cittadini e le comunità che in questi anni hanno costruito valore e servizi essenziali. Quel patrimonio non appartiene a chi, per un mandato limitato nel tempo, è chiamato ad amministrarlo. Appartiene alle comunità che lo hanno finanziato e sostenuto'. Così in una nota il Comitato Aimag per il territorio alla notizia del nuovo Cda dell'azienda.
'Per questo ogni scelta su Aimag deve tornare a distinguere con chiarezza tre piani: l’interesse pubblico, la tutela del patrimonio dei cittadini e il miglioramento concreto dei servizi sul territorio. Confondere questi piani significherebbe indebolire il ruolo del socio pubblico e trasformare una responsabilità collettiva in una decisione di pochi - continua il Comitato -. Il nuovo Consiglio di Amministrazione avrà quindi un dovere preciso: gestire Aimag non come terreno di mediazione politica, ma come bene industriale e patrimoniale delle comunità. Serve una gestione trasparente e verificabile, orientata alla difesa del valore pubblico e alla qualità dei servizi. Aimag è dei cittadini. Sulla base di questo principio rinnoviamo i nostri auguri ad Aimag e al nuovo Cda'.



