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Boom di rifiuti speciali inceneriti, Hera: 'Limite abrogato da Arpae'

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La multiutility risponde a La Pressa sul superamento dell'ultima soglia fissata a 50 mila tonnellate: 'Il limite non c'è più perché non era più coerente con i flussi in aumento di rifiuti'


Boom di rifiuti speciali inceneriti, Hera: 'Limite abrogato da Arpae'

“Il limite di 50.400 t/anno sul conferimento dei rifiuti speciali al termovalorizzatore di Modena è stato abrogato con Determinazione Dirigenziale dell’ARPAE di Modena n. 5356 del 09/10/2017. L’eliminazione del limite è stato confermato anche nell’AIA attualmente vigente n. 5966 del 16/11/2018)”

Così Hera ha risposto tecnicamente a quanto riportato da La Pressa rispetto al boom di rifiuti speciali conferiti nell'inceneritore di via Cavazza nel 2019 e sul fatto che per due anni consecutivi (2018-2019) la quantità di rifiuti speciali (di derivazione industriale), aveva subito un forte aumento portandone la quota parte sulle 240.000 tonnellate/limite di rifiuti totali bruciati ogni anno, ben al di la dell'ultima soglia fissata a 50.400 tonnellate per gli speciali. Arrivando nel 2019 a 74.000 tonnellate.

Alla nostra richiesta rivolta ad Hera di spiegare le ragioni e la 'regolarità' di tale sforamento (che dai riferimenti in premessa e all'interno del report sintetico annuale da noi riportato e preso a riferimento, relativo alle quantità di rifiuti conferiti in inceneritore, non era possibile ricavare), Hera ci ha risposto celermente, alcuni giorni fa. Tutto è da ricondurre all'abrogazione, da parte di Arpae, di tali limiti, che hanno consentito così di aumentare, dal 2017, la quota di rifiuti speciali che è stato possibile conferire all'inceneritore e che nel 2019 si è attestata a circa 74.000 tonnellate. Ovvero circa un terzo del totale dei rifiuti conferiti nello stesso anno all'inceneritore (207.000 tonnellate), costituito appunto per i due terzi da rifiuti urbani non differenziati provenienti sia dal bacino territoriale di Modena sia da altri bacini territoriali di altre province coperte da Hera.

Di fatto il superamento non c'è più, semplicemente perché non c'è più la soglia. Rimossa da Arpae. Con un tratto di penna. Attraverso una determina che siamo andati a leggere e che in premessa riporta quanto segue: 

'In particolare riguardo il limite al conferimento di rifiuti speciali attualmente presente nell’AIA vigente e pari a 50.400 t/anno la Regione precisa che “detta limitazione risulta non coerente con i quantitativi di rifiuti speciali destinati all’impianto di termovalorizzazione di Modena indicati al capitolo 9 e riassunti nella Figura 9-25 della relazione generale di Piano così come modificata per il 2016 dal monitoraggio annuale approvato con Deliberazione di Giunta Regionale 1660/2016”…...”Sulla base di quanto evidenziato ...occorre quindi modificare la vigente AIA al fine di conformarla alle previsioni del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti e alla normativa
statale in materia'. 

E qui la conferma che il superamento dei limiti viene ovviato attraverso la rimozione dei limiti stessi e la motivazione per rimuovere i limiti trova fondamento nel bisogno di infrangerli. Perché in Emilia-Romagna i rifiuti da smaltire sono aumentati. Semplice. E questo è ciò che emerge rileggendo il Piano regionale dei rifiuti che nel 2016, come le cronache raccontano, e come la determina citata riporta, registra il mancato rispetto degli obiettivi previsti sul fronte della riduzione nella produzione dei rifiuti fissati dalla Regione per il 2016. Una produzione di rifiuti che anziché ridursi in Emilia-Romagna è cresciuta. Sia nella componente urbana indifferenziata, sia tantopiù nella componente 'speciale'.

Con uno scostamento addirittura del 7% in più rispetto agli obiettivi del piano. Scostamento che ha generato la necessità di trattare un fabbisogno ulteriore di soli rifiuti speciali pari a 210.000 tonnellate. 
Da qui, ovvero di fronte ai dati reali completamente difformi rispetto a quelli teorici definiti dal Piano, la volontà della Regione di distribuire, per quanto possibile, tali rifiuti nelle discariche e autorizzando la rimozione dei limiti disposti per il conferimento negli inceneritori, tra i quali quello di Modena, uno dei più potenti d'Italia e con fabbisogno enorme di rifiuti in ingresso. Non a caso il 2017 fu l'ultimo anno in cui la quota limite di rifiuti speciali fu raggiunta ma rispettata. Da quel momento in poi, se quei limiti fossero stati confermati, l'inceneritore di Modena non avrebbe potuto riceverne altri. Problema risolto con l'abrogazione del limite da parte di Arpae, con tanto di presupposto politico della Regione e il sigillo dell'Autorizzazione Integrata ambientale del 2018 che sostituisce tutto ciò che in precedenza era stato fissato. Che è come dire per eliminare l'inquinamento non limitiamo le fonti inquinanti ma eliminiamo i limiti che li registrano. 

Cosa che per Hera significa non solo ha significato l'aumento degli introiti derivati dallo smaltimento di una categoria di rifiuti ancora più redditizia rispetto agli urbani, ma anche potere mantenere una quantità superiore alle 200.000 tonnellate di rifiuti inceneriti in un anno che a loro volta (visto che l'inceneritore di Modena produce energia elettrica, che Hera rivende, e non teleriscaldamento, come in origine doveva essere) producono introiti milionari. Perché adesso quel limite quantitativo sugli speciali non c'è più, sostituito da un parametro termico. 'L'impianto di termovalorizzazione - si legge nella documentazione Arpae e ribadita nella Dichiarazione Ambiantale Hera - 'è quindi attualmente autorizzato a trattare un quantitativo di rifiuti urbani e speciali non pericolosi pari alla saturazione del carico termico nominale (67.080.000 kcal/h)'. Che tradotto in quantità di rifiuti R1, ovvero la tipologia su cui è tarato ed autorizzato l'inceneritore di Modena, equivale ad una stima di 210.000 - 215.000 tonnellate annue.

Ma c'è di più. Dalla stessa delibera regionale derivante dalla necessità di fare fronte allo scostamento dei dati reali nella produzione di rifiuti rispetto alle previsioni del Piano, scopriamo che l'impatto del surplus di rifiuti speciali prodotto e da smaltire in discariche ed in inceneritori non riguarda solo l'impianto di Modena ma anche la discarica di Carpi, dove le previsioni sulla quantità di rifiuti speciali da conferire passa dalle 27.000 del 2019 alle oltre 40.000 del 2020. Con buona pace per i programmi di una Regione che poneva la dismissione ed il superamento delle discariche come un obiettivo prioritario

  
Gianni Galeotti 


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