Se dunque 'e' evidente che l'azienda 'gioca' a provocare per produrre ulteriore tensione sociale, magari- ragiona il numero uno regionale della Cgil- con l'obiettivo di mettere a rischio l'ordine pubblico per giustificare comportamenti arroganti, in alcuni casi intimidatori, per continuare ad operare impunemente con le modalita' che hanno portato agli scioperi e all'intervento della Prefettura'. Tuttavia, il sindacato non ci sta: 'Per noi non e' piu' sopportabile assistere a tale atteggiamento e- annuncia Giove- agiremo di conseguenza. Lo faremo anche perche' riteniamo che questa azienda non possa continuare a farsi beffe di tutto e tutti nella regione del Patto per il lavoro'. Conclude Giove: 'La lotta dei lavoratori che operavano negli appalti della Castelfrigo e' una battaglia contro l'illegalita' e per il riconoscimento della dignita' di chi lavora e dei diritti costituzionali. Per questo motivo non possiamo e non vogliamo fermarci'.
Cgil: da Castelfrigo ennesima provocazione. A rischio ordine pubblico
La ditta di Castelnuovo Rangone, tramite l'agenzia interinale Sapiens, ha deciso di collocare 25 lavoratori che non fanno parte di quelli licenziati dalle coop
Se dunque 'e' evidente che l'azienda 'gioca' a provocare per produrre ulteriore tensione sociale, magari- ragiona il numero uno regionale della Cgil- con l'obiettivo di mettere a rischio l'ordine pubblico per giustificare comportamenti arroganti, in alcuni casi intimidatori, per continuare ad operare impunemente con le modalita' che hanno portato agli scioperi e all'intervento della Prefettura'. Tuttavia, il sindacato non ci sta: 'Per noi non e' piu' sopportabile assistere a tale atteggiamento e- annuncia Giove- agiremo di conseguenza. Lo faremo anche perche' riteniamo che questa azienda non possa continuare a farsi beffe di tutto e tutti nella regione del Patto per il lavoro'. Conclude Giove: 'La lotta dei lavoratori che operavano negli appalti della Castelfrigo e' una battaglia contro l'illegalita' e per il riconoscimento della dignita' di chi lavora e dei diritti costituzionali. Per questo motivo non possiamo e non vogliamo fermarci'.
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