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Coldiretti: in ER l'ultimo zuccherificio italiano a rischio chiusura

Coldiretti: in ER l'ultimo zuccherificio italiano a rischio chiusura

Con l' accordo siglato tra Ue e i Paesi del Mercosur?su ?297 denominazioni italiane Dop/Igp? e di 523 vini riconosciute dall'UE ne saranno tutelati meno del 7%


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'L'Europa si appresta ad annunciare l'accordo internazionale con il Mercosur che comporterà, fra l'altro, delle importanti importazioni di zucchero. E in Emilia Romagna abbiamo l'ultimo zuccherificio italiano che così rischierà di chiudere'.
Con queste parole il presidente di Coldiretti Ettore Prandini ha commentato dal palco del Villaggio Coldiretti di Milano gli accordi di scambio con il mercato comune dell'America meridionale. 

L’accordo appena siglato tra la Ue e i Paesi del Mercosur- ricorda Coldiretti Emilia Romagna - legittima inoltre la falsificazione di oltre il 93% dei prodotti agroalimentari Made in Italy in Sudamerica, compresi i prodotti più esportati all’estero, dal Prosciutto di Parma al Parmigiano Reggiano che dovranno coesistere con le loro imitazioni locali per molto tempo.

Nel negoziato – denuncia Coldiretti regionale – su un totale di 297 denominazioni italiane Dop/Igp  e di 523 vini riconosciute dall’Unione Europea ne saranno tutelati meno del 7% (appena 57 tra alimentari e bevande) che dovranno peraltro in molti casi convivere per sempre con le “brutte copie” sui mercati sudamericani, a partire dalla Fontina, dal Parmesan, Parmesano, Parmesao e Reggianito.
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“Si tratta di un accordo doppiamente intempestivo, poiché oltre ad essere stato varato in piena fase di rinnovo delle Istituzioni comunitarie, rischia di avere un effetto dirompente
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con i nuovi dazi annunciati dal presidente Usa Donald Trump che aumenterebbero i prezzi dei prodotti italiani sul mercato americano rendendo più competitive le falsificazioni provenienti da Paesi non colpiti dalle misure, proprio come quelli del Mercosur”, ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare l’importanza che “i rappresentanti italiani nel Parlamento e nelle istituzioni europee votino ora contro un’intesa che, come nel caso degli altri trattati col Canada (Ceta), il Giappone, l’Australia e il Vietnam, penalizza il settore agricolo, usato come merce di scambio senza alcuna considerazione del pesante impatto sul piano economico, occupazionale e ambientale sui territori”.
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