'Come evidenziato dal presidente di Confindustria Orsini, l’introduzione dei dazi statunitensi al 15% avrà una ricaduta negativa di circa 22,6 miliardi sull’economia italiana, che nel 2024 ha esportato per un valore complessivo di 623 miliardi di euro. Questi dati parlano di famiglie, lavoratori e lavoratrici che pagheranno più di tutti questi dazi, tra licenziamenti, aumento dei prodotti di consumo e delle utenze. Rileviamo che per il Governo l’economia italiana, il futuro delle nostre imprese e delle famiglie è una merce di scambio per accontentare e rendersi suddita del presidente Trump. Si sta svendendo l’Italia sull’altare di chi eleva la legge del più forte a modalità di contrattazione e di modus operandi in geopolitica: noi ci stiamo. Chiediamo al Governo e alle istituzioni competenti di intervenire immediatamente con un piano straordinario di sostegno alle aziende colpite. A livello nazionale il Partito Democratico ha avviato un piano di ripensamento delle politiche industriali italiane nel medio periodo, ma a oggi serve un’azione immediata, come ad esempio una riduzione selettiva dell’IRPEF e dell’IRAP per i settori del Distretto Ceramico, contributi a fondo perduto per l’innovazione e il rilancio dell’export (in linea con modelli come Industria 4.0), sovvenzioni per la ricerca e sviluppo finanziati con fondi europei e non a carico delle aziende e un sistema di compensazione dei danni subiti, che consenta di evitare licenziamenti e mantenere i livelli occupazionali'.
'Occorre inoltre promuovere un Piano straordinario per la difesa del Made in Sassuolo, che includa strumenti contro la concorrenza sleale, investimenti strutturali nelle filiere strategiche e clausole difensive anti-dumping.


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