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Eataly e Autogrill, lavoratori in protesta a Modena

Eataly e Autogrill, lavoratori in protesta a Modena
Eataly e Autogrill, lavoratori in protesta a Modena
Eataly e Autogrill, lavoratori in protesta a Modena
Eataly e Autogrill, lavoratori in protesta a Modena
Eataly e Autogrill, lavoratori in protesta a Modena

I lavoratori hanno distribuito?volantini?ai consumatori in autogrill per denunciare che allo slogan 'Eat better...Travel better', non corrisponde poi attenzione per le condizioni dei lavoratori


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Dopo la mobilitazione nazionale dello scorso 31 marzo a Roma, i sindacati Filcams/Cgil Fisascat/Cisl Uiltucs proseguono oggi le iniziative di lotta a sostegno del rinnovo del Contratto Nazionale del settore turismo-pubblici esercizi e ristorazione autostradale, scaduto da 50 mesi.
Questa mattina si è tenuto un nuovo sciopero provinciale con un presidio a Modena davanti alla stazione di servizio Eataly X Autogrill (A1, Secchia Ovest).
La scelta del presidio davanti a Eataly X Autogrill è dovuto al fatto che le due aziende (Eataly e Autogrill) sono colossi della ristorazione autostradale con un ruolo determinante al tavolo della trattativa. I lavoratori hanno distribuito ai consumatori in autogrill per denunciare che allo slogan “Eat better…Travel better”, non corrisponde altrettanta attenzione per le condizioni dei lavoratori.
A Modena lo sciopero coinvolge oltre agli addetti della ristorazione autostradale anche tutti gli addetti dei pubblici esercizi a partire dalle grandi catene come McDonald’s, Chef Express, Old Wild West, Roadhouse Grill

'Le aziende e l’associazione di rappresentanza datoriale Fipe persistono nel non rinnovare i contratti nazionali di lavoro proponendo soluzioni irricevibili sia sul piano economico che normativo. Si rifiutano di rinnovare a meno che sindacati e lavoratori non cedano al ricatto della restituzione di diritti e tutele quali gli scatti di anzianità, la retribuzione della malattia, la compressione dei permessi e la modifica della 14esima.

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Puntano esclusivamente alla riduzione del costo del lavoro, come unica condizione per rinnovare il contratto. - affermano i sindacati -. Si tratta di aziende che pur chiudendo i bilanci in attivo quando si ritrovano al tavolo di trattativa continuano ad affermare che l’aumento contrattuale non è nelle loro disponibilità.  Il mancato aumento salariale che avrebbe dovuto essere corrisposto 50 mesi fa ai lavoratori, si traduce oggi in un guadagno per le aziende del settore e allo stesso tempo in una riduzione del potere di acquisto dei lavoratori'. 

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