“Una diminuzione, tra il 2015 e il 2016, dell’1,1% di imprese operanti nel settore costruzioni, del 3,85% per ciò che riguarda le sole aziende con dipendenti; un calo, sempre tra il 2015 e il 2016, del 4,17% dei dipendenti iscritti alla Cassa Edili sono numeri che certificano come il settore costruzioni, a Modena, non abbia ancora superato la fase di crisi”. Si è aperto con questo allarme l’Assemblea di CNA Costruzioni (che conta oltre 1.000 imprese, il 13% di quelle operanti a Modena) che, nei giorni scorsi, ha riconfermato come Presidente Paolo Vincenzi, imprenditore titolare della SEC, Società Edile Concordiese, azienda operante su diversi mercati del nord Italia.
Come affrontare questa delicata situazione? “E’ chiaro – dice Vincenzi – che il mercato dipende da fattori sui quali incidere è particolarmente difficile, ma ci sono ambiti, a livello sia locale che nazionale, sui quali è possibile intervenire. A cominciare dalla situazione che coinvolge diverse imprese che stanno svolgendo i propri lavori nell’Area del sisma. E’ assolutamente necessario, a questo proposito, sbloccare la vicenda dei pagamenti alle aziende che stanno svolgendo i lavori di ricostruzione degli immobili, che spesso si trovano a finanziare, non solo a realizzare. Ed è facile intuire come questa situazione messa a repentaglio la sopravvivenza stessa di molte imprese”.
Sempre a livello locale, il confermato presidente di CNA Costruzioni richiama l’attenzione sulla necessità di riqualificare aree urbane attualmente degradate che ritroviamo in diverse località modenesi. “Se vogliamo trasformare e rendere più funzionali le nostre città dobbiamo valutare i pro e i contro delle diverse opportunità di riqualificazione. Da questo punto di vista, ribadiamo la nostra disponibilità per potere trovare soluzioni in grado di eliminare importanti zone di degrado”.
Una considerazione che riapre la ferita del codice degli appalti, in particolare i cosiddetti appalti sottosoglia, quelli inferiori al milione di euro, per i quali il nuovo codice prevede la procedura del sorteggio delle imprese, qualora il numero delle offerte sia superiore a quello previsto dalle singole procedure. “Ed è inaccettabile che il futuro delle piccole imprese sia affidato ad una sorta di gratta e vinci”.
Così come inaccettabile la decisione del Governo di cancellare il «beneficio della preventiva escussione» del datore di lavoro, un provvedimento perso assieme all’abrogazione dei voucher e per questo passato in secondo piano. “La conseguenza del decreto è che i lavoratori potranno scegliere di rivolgersi anche a imprese diverse dalla propria - se più liquide - per ottenere il versamento di salari e contributi non ricevuti dal proprio datore di lavoro.
Ma ci sono altre norme che danneggiano le aziende edili, spesso costrette a fare da cassa allo Stato. “Pensiamo – sottolinea Vincenzi – alla ritenuta dell’8% sui bonifici pagati alle imprese per i lavori di ristrutturazione, o al cosiddetto split payment, che causa gravi problemi di liquidità alle nostre imprese”.
“CNA Costruzioni cercherà di ovviare a queste problematiche sia a livello locale che nazionale, lavorando anche per fornire alle imprese strumenti in grado di contribuire ad una corretta e moderna gestione aziendale.


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