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Emilia Romagna, in due anni anni più che raddoppiata la Cassa integrazione

Emilia Romagna, in due anni anni più che raddoppiata la Cassa integrazione

'Numeri estremamente preoccupanti: siamo arrivati a livello nazionale a 25 mesi ininterrotti di calo della produzione industriale'


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Nei primi tre mesi del 2025 in Emilia-Romagna sono state autorizzate 18,7 milioni di ore di cassa integrazione (cigo-cigs-cigd), +31% rispetto allo stesso periodo del 2024 e del 113% rispetto al 2023. Sono i numeri dell'osservatorio Inps rilanciati dalla Cgil Emilia-Romagna, precisando che 11.016.166 ore sono di cassa ordinaria, in aumento rispetto alle 9.037.061 del 2024 (+21,9%), e 7.698.800 di cassa straordinaria, dopo le 5.248.500 del 2024 (+46,7%).
Numeri che contraddicono i toni entusiasti coi quali Fdi Modena ha recentemente (foto sopra) salutato i numeri sul lavoro. 'Oltre 1 milione di nuovi contratti a tempo indeterminato, 10 milioni di donne al lavoro: il tasso di occupazione femminile più alto di sempre, 24,3 milioni di persone occupate: tasso di occupazione al 63%, il più alto della nostra storia, disoccupazione giovanile al 16,9%: il livello più basso dal 2004' - scriveva il senatore Michele Barcaiuolo. E ancora: 'Distribuzione degli utili aziendali ai dipendenti, salari in crescita, taglio del cuneo fiscale e incentivi per assumere giovani, mamme e lavoratori stabili. Con Fratelli d’Italia, il lavoro torna protagonista'.

 

Massimo Bussandri, segretario regionale Cgil, parla di numeri 'estremamente preoccupanti: siamo arrivati a livello nazionale a 25 mesi ininterrotti di calo della produzione industriale. Un fatto drammatico.
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Come sono drammatiche le tante crisi industriali che si stanno aprendo in maniera diffusa anche nel nostro territorio'. Rilancia quindi il segretario regionale Cgil: 'Chiediamo da mesi risposte su investimenti, politiche industriali e ammortizzatori sociali ma il Governo appare completamente disinteressato alle condizioni reali dell'economia e del lavoro del paese. La propaganda del Governo è insopportabile: la realtà è che la manifattura è in crisi, aumenta la precarietà, i salari reali non salgono e si continua a morire sul lavoro'. Per questo, ricorda Bussandri, 'i referendum dell'8 e 9 giugno sono un appuntamento fondamentale'. I dati vedono Bologna prima (4.398.344 ore rispetto alle 3.311.532 del 2024, +32,8%) seguita da Modena (4.068.790 contro 2.545.199, +59,9%) e Reggio (3.511.756 contro 1.722.071, +103,9%), territorio con l'aumento maggiore in regione, dove la sola Rimini inverte il trend (-43,3%). In testa ci sono le Attività meccaniche (11.633.164 ore, +39,3% rispetto al 2024 e +181,9% rispetto al 2023) seguite da Lavorazione minerali non metalliferi (2.350.216, +33,5%, +54,4%) e Industrie dell'abbigliamento (1.075.548 ore, +12% e +124,7%).
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