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Evasione da 80 milioni all'Alcar Uno di Levoni: Cgil attacca

Evasione da 80 milioni all'Alcar Uno di Levoni: Cgil attacca

'Le indagini della Guardia di Finanza hanno confermato che un modello di sviluppo basato sugli appalti di manodopera porta con sì illegalità'. A novembre 2023 in Tribunale a Modena è arrivata la assoluzione in primo grado, perché il fatto non sussiste, nei confronti dei vertici della Alcar Uno


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'E’ di ieri la notizia della scoperta di una maxi evasione fiscale presso l’Alcar Uno di Castelnuovo Rangone, la principale società del Gruppo Levoni (oltre 650 milioni di euro di fatturato), nonché una delle principali aziende di lavorazione carni del distretto modenese, dove da oltre 20 anni si utilizza il sistema degli appalti per eseguire le lavorazioni carni. La Guardia di Finanza ha accertato una base imponibile di 80 milioni di euro sottratta alla tassazione, una evasione IVA di 8 milioni di euro, nonché pagamenti irregolari agli autisti sotto la voce “Trasferta Italia”. Secondo la Guardia di Finanza esisteva una doppia contabilità delle quantità di prodotto lavorato (dalle cooperative di manodopera) al fine di occultare nella contabilità ufficiale prodotti che poi sarebbero stati ceduti “in nero”. In seguito a questi accertamenti è scattata anche un’indagine parallela nei confronti di un “socio con residenza in Montecarlo”, cioè Sante Levoni, che ha portato a scoprire l’omessa dichiarazione di 2 milioni di euro di redditi da capitale. La Procura di Modena, sulla scorta di queste risultanze, ha poi emesso un decreto di sequestro preventivo su fabbricati, terreni e auto (tra cui due Ferrari d’epoca) per un controvalore complessivo di 16 milioni di euro'.

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A ricapitolare la vicenda di cui abbiamo dato conto ieri è la Cgil di Modena.

“Le indagini della Guardia di Finanza hanno confermato ancora una volta che un modello di sviluppo basato sugli appalti di manodopera e sulla riduzione dei diritti dei lavoratori si porta dietro anche l’illegalità – dichiara Marco Bottura della Flai/CGIL di Modena. - Non è la scoperta di oggi, ma la conferma di quanto sta avvenendo da troppi anni. Ciò che è illegale viene considerato normale e, da alcuni, anche inevitabile. Tuttavia il tema vero è il futuro dei nostri distretti industriali: le amministrazioni devono essere consapevoli che la competitività basata su questi mezzi significa orientare i distretti verso una via bassa dello sviluppo. Gli investimenti pubblici dovrebbero premiare le imprese che investono non solo sulla qualità del prodotto, ma anche sulla qualità e sulla legalità del lavoro. Gli imprenditori inizino ad assumere direttamente e a formare i lavoratori del futuro, invece che lasciarli alla mercé di false cooperative di manodopera”.

Aggiornamento

A novembre 2023 in Tribunale a Modena è arrivata la assoluzione in primo grado, perché il fatto non sussiste, nei confronti dei vertici della Alcar Uno (qui l'articolo).

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