Nel 2020 le vetture consegnate sono state 9.119 unità, con un decremento di 1.012 unità o del 10% rispetto all’anno precedente, a seguito della sospensione produttiva di sette settimane nel primo semestre 2020 e della temporanea chiusura dei concessionari a causa della pandemia da Covid.
Tale decremento è stato in parte compensato dal graduale recupero della produzione nel secondo semestre 2020.
I modelli
Le vendite dei modelli a 8 cilindri (V8) e a 12 cilindri (V12) sono diminuite rispettivamente del 10,3% e del 9%. Le consegne delle Ferrari Monza SP1 e SP2 hanno rispettato il programma originario. L’aumento delle consegne della famiglia F8 ha compensato la riduzione della famiglia 488 Pista, prossima alla fine del suo ciclo di vita. Le consegne della 812 GTS hanno accelerato e raggiunto scala globale, mentre la Ferrari Portofino è giunta a fine produzione in vista dell’introduzione della Ferrari Portofino M nel 2021. Le consegne della SF90 Stradale sono iniziate nel quarto trimestre del 2020 a seguito dei ritardi nella fase di industrializzazione, successivamente risolti. Nello stesso trimestre sono iniziate anche le consegne della Ferrari Roma.
I numeri
Nel 2020 i ricavi netti sono stati pari a 3.460 milioni, in calo dell’8,9% a cambi costanti. La diminuzione dei ricavi da Automobili e parti di ricambio a 2.835 milioni (in calo del 3,1% o 4,1% a cambi costanti) riflette le minori consegne e le relative personalizzazioni. Tale decremento è stato in parte compensato dal mix positivo grazie alle Ferrari Monza SP1 e SP2.
L’Ebitda 2020, diminuito del 10% si è attestato a 1.143 milioni con un margine dell’Ebitda pari al 33,0%. L’Ebit 2020 è stato pari 716 milioni, con un calo del 21,9% o 25,3% a cambi costanti(1) rispetto all’esercizio precedente. I volumi hanno avuto un impatto negativo (126 milioni) dovuto alla diminuzione delle consegne. La variazione del mix/prezzo è stata positiva (130 milioni) grazie all’aumento delle Ferrari Monza. I costi industriali e i costi di ricerca e sviluppo hanno evidenziato un aumento (38 milioni) dovuto principalmente alla crescita degli ammortamenti, al netto dei benefici degli incentivi sugli investimenti in tecnologia contabilizzati nell’esercizio. È incluso anche il costo per i giorni di assenza del personale durante la sospensione dell'attività produttiva a causa del Covid, di cui l’azienda si è fatta interamente carico.
L’utile netto per l’esercizio è stato pari a 609 milioni, in diminuzione del 12,9% rispetto all’anno precedente, e nel corso dell’esercizio l’utile diluito per azione si è attestato a 3,28 euro, rispetto a 3,71 euro nell’esercizio precedente.
L'indebitamento industriale netto al 31 dicembre 2020 è stato pari a 543 milioni, rispetto a 337 milioni al 31 dicembre 2019. Nel corso del 2020 sono state riacquistate azioni proprie per un totale
di 130 milioni, mentre i dividendi distribuiti sono stati pari a 212 milioni. Al 31 dicembre 2020, le passività per leasing derivanti dall'adozione dell'IFRS 16 si attestano a 62 milioni. Al 31 dicembre 2020 la liquidità complessiva disponibile era pari a 2.062 milioni (1.879 milioni al 30 settembre 2020), incluse linee di credito committed inutilizzate per 700 milioni.



