Il Cda del Gruppo Hera, presieduto dal Presidente Esecutivo Cristian Fabbri (nella foto), ha approvato ieri all’unanimità la Relazione Finanziaria annuale al 31 dicembre 2025.
'I positivi risultati del 2025 chiudono il triennio di mandato del Consiglio di Amministrazione, un periodo caratterizzato da una forte instabilità geopolitica e da fenomeni meteoclimatici estremi che hanno avuto impatti anche sui business che gestiamo. In questo contesto abbiamo accelerato la crescita industriale investendo quasi 3 miliardi di euro, il 43% in più rispetto al triennio precedente, migliorando la resilienza dei nostri asset e il contributo alla sostenibilità ambientale - spiega il presidente Fabbri -. Abbiamo raggiunto risultati di rilievo, che confermano la validità della direzione intrapresa dal nostro Gruppo e che crescita aziendale, creazione di valore e sviluppo sostenibile possono andare di pari passo. In questi tre anni il margine operativo lordo è cresciuto di quasi il 20%, l’utile di pertinenza degli Azionisti ha evidenziato una crescita continua fino a raggiungere il 44%. I flussi di cassa generati ci hanno permesso di ridurre l’indebitamento e migliorare la leva finanziaria. Il ritorno complessivo per gli azionisti è aumentato complessivamente del 77%, sostenuto da una crescita dei dividendi del 27%.
In parallelo è cresciuto in misura rilevante anche il valore economico distribuito ai nostri stakeholder, che nel 2025 ha superato i 2,1 miliardi di euro. Alla luce dei positivi risultati raggiunti e della solidità finanziaria del nostro Gruppo, proporremo all’Assemblea dei Soci la distribuzione di un dividendo di 16 centesimi di euro per azione, in crescita del 6,7% rispetto all’ultimo pagato. Un aumento di cui beneficerà a cascata tutta la politica dei dividendi dei prossimi anni, fino a una cedola di 19 centesimi nel 2029, come previsto dal nostro Piano industriale'.I numeri
I ricavi al 31 dicembre 2025 si attestano a 12.812,2 milioni di euro, sostanzialmente in linea con i ricavi del 2024. Nei mercati energy, l’incremento medio dei prezzi delle commodities energetiche è stato compensato dalla riduzione dei consumi di gas della base clienti, dalla riduzione delle attività di efficienza energetica legate al ridimensionamento delle politiche incentivanti, e dagli effetti del Decreto Legge 19/2025 che ha previsto, per le famiglie con disagio economico, un contributo straordinario per le bollette. Crescono i ricavi nei servizi a rete per effetto dell’adeguamento dei ricavi tariffari legato sia alla crescita della RAB conseguente agli investimenti effettuati, sia all’aggiornamento dei metodi tariffari definiti dall’Autorità che compensano la riduzione derivante dalla variazione dei WACC regolatori nella distribuzione di energia elettrica e gas.
Il margine operativo lordo 2025 è pari a 1.537,2 milioni di euro, in calo del 3,2% rispetto ai 1.587,6 milioni al 31 dicembre 2024. Il confronto tra i due esercizi va tuttavia letto tenendo conto delle marginalità straordinarie legate a opportunità temporanee non ricorrenti registrate nel 2024 per circa 114 milioni di euro (relative ai mercati di ultima istanza e all’ecobonus). Depurato da tali effetti, il margine operativo lordo al 31 dicembre 2025 mostra una crescita del 4,5%. Al netto di questi effetti, tutte le aree di business hanno contribuito alla crescita: il ciclo idrico per 34,6 milioni, l’area energia per 20,5 milioni e l’ambiente per 7,8 milioni.
Ammortamenti e accantonamenti al 31 dicembre 2025 diminuiscono complessivamente di 23,4 milioni di euro, rispetto all’anno precedente. Si rilevano maggiori ammortamenti principalmente per i nuovi investimenti operativi, in particolare nei settori regolati e nel trattamento dei rifiuti, mentre calano gli accantonamenti per rischi e gli accantonamenti al fondo svalutazione crediti, soprattutto per i minori volumi gestiti nei mercati di ultima istanza gas.
Il risultato netto al 31 dicembre 2025 si attesta a 508,3 milioni di euro, in aumento del 4,1% rispetto ai 488,1 milioni del risultato 2024.
La gestione finanziaria si è ridotta di 49,4 milioni di euro rispetto all’anno precedente, grazie al proseguimento dell’attività di razionalizzazione della struttura finanziaria e ai migliori risultati delle collegate. Le imposte di competenza al 31 dicembre 2025 sono sostanzialmente in linea rispetto all’esercizio precedente, con un tax rate pari al 28,5% in riduzione rispetto al 29,1% del corrispondente periodo del 2024.
Come annunciato lo scorso 21 gennaio in sede di presentazione del Piano industriale al 2029 e in considerazione dei risultati raggiunti, il Consiglio di Amministrazione ha deciso di proporre all’Assemblea dei Soci del 29 aprile la distribuzione di un dividendo di 16 centesimi per azione, in aumento del 6,7% rispetto all’ultimo dividendo pagato e in aumento rispetto alla previsione del precedente Piano (15,5 centesimi).


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