Al 31 dicembre 2016 le imprese attive femminili erano 85.031, pari al 20,9 per cento del totale delle imprese regionali, invariate rispetto alla stessa data del 2015. Gli effetti della crisi passata si riflettono ancora sulle imprese non femminili, che sono risultate 2.788 in meno (-0,9 per cento). In Italia le imprese femminili (1.158.632) hanno mostrato una tendenza migliore e sono aumentate dello +0,5 per cento. L’Emilia-Romagna è risultata quattordicesima per crescita. È quanto risulta dai dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna.
La forma giuridica. L’incremento delle imprese femminili è da attribuire sostanzialmente alle società di capitale, che sono aumentate in misura più contenuta che nel recente passato (+382 unità, pari al 2,9 per cento) e sono giunte al 16,1 per cento del totale, grazie all’attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata. Questa, però, motiva anche la sensibile riduzione delle società di persone (-387 unità, -2,9 per cento). Le ditte individuali hanno mostrato, invece, una maggiore tenuta risultando invariate rispetto a dodici mesi prima. Le cooperative e i consorzi hanno fatto registrare una discreta crescita (+0,8 per cento).
Settori di attività economica. Tendenze ampiamente divergenti si sono compensate a livello settoriale.
In particolare, è stato rapido l’incremento delle imprese dell’istruzione (+5,7 per cento), settore nel quale si sono aperti ampi spazi all’intrapresa privata.
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